di Giacomo Martini
ROMA – La Festa del Cinema di Roma si appresta a chiudere la prima settimana di programmazione e si prepara all’appuntamento finale tra aspetti positivi e qualche contraddizione.
L’attuale formula va consolidandosi nel rapporto con la città che avrebbe dovuto essere l’obbiettivo socio-culturale più importante. La quantità impressionante di film proposti, forse troppi, si è spalmata tra le tradizionali sale dell’auditorium (Sinopoli, Petrassi e Teatro studio Gianni Borgna) ai quali sono stati aggiunti il Maxxi, la Casa del Cinema, le sale Giulio Cesare ed Adriano (in verità multisale), il Teatro Palladium, l’Auditorium, il Teatro olimpico.
Dobbiamo sempre ricordare che parallela ed allo stesso tempo integrata si svolge l’altra rassegna Alice nella Città, il cinema dedicato ai più giovani, che, da sempre, ha garantito al festival la qualità più alta per la programmazione.
Il festival oltre a un numero spropositato di film propone tantissimi premi: Miglior film, Gran Premio della Giuria, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Premio “Monica Vitti“ alla miglior attrice, Premio “Vittorio Gassman“ al migliore attore, Premio speciale della giuria, per fotografia, montaggio, colonna sonora, Premio del pubblico, Premio Miglior Opera prima, Premio alla carriera.
Quest’ultimo è stato assegnato a Viggo Mortensen e Johnny Depp di cui sono stati presentati i due ultimi film; i due attori terranno anche una master class.
Sul palco saliranno anche Saverio Costanzo per parlare di uno dei suoi film più interessanti, PRIVATE, l’autore di bestseller Dennis Lehane, da suoi libri sono stati tratti film come MYSTIC RIVER, SHUTTER ISLAND e GONE, BABY, GONE e LIVE BY NIGHT.
Altra ospite d’onore Chiara Mastroianni, l’attrice sarà protagonista di una masterclass in occasione del centenario della nascita del padre di cui ha vestito i panni come protagonista.
Tra i film fino ad oggi presentati ci sentiamo di segnalare, READING LOLITA in TEHERAN di Eran Riklis, ASPETTANDO RE LEAR di Alessandro Preziosi, THE RETURN di Uberto Pasolini con Juliette Binoche e Ralph Fiennes, IL TRENO DEI BAMBINI di Cristina Comencini, a mio parere il più convincente, EMILIA PEREZ di Jacques Audiard, THE SEED OF THE SACRED FIG ed un interessante lavoro di Claude Goretta, LA MORTE DI MARIO RICCI con Gian Maria Volontè.









