venerdì, Settembre 11, 2026

Ictus, 360 casi all’anno nel Pistoiese

PISTOIA – Sono 360 l’anno circa i pazienti colpiti da ictus nella zona pistoiese, un terzo dei quali presenterà qualche grado di invalidità: sono questi i due dati principali relativi a questa patologia nella nostra realtà.

E l’ictus che sarà al centro di un convegno in programma giovedì 5 dicembre, nella sala maggiore di Palazzo di Giano, a Pistoia, organizzato da Alice Pistoia, Farcom e Società della Salute Pistoiese, dal titolo “Sostenere dopo l’ictus”.

“Il tema del convegno è di grande attualità e va nella direzione di una collaborazione tra ospedale e territorio indicata come prioritaria dal piano sanitario nazionale che, infatti, prevede investimenti sulla sanità del territorio nei prossimi anni in grado di sostenere la cronicità delle malattie neurologiche in generale e nel post ictus in particolare – sottolinea l’animatore di questa manifestazione, il dottor Gino Volpi, Direttore neurologia-Stroke Unit ospedale San Jacopo Pistoia e Coordinatore rete ictus azienda Toscana centro -. Sappiamo che l’ictus è la prima causa di invalidità nei paesi occidentali e che sono 360 l’anno circa i pazienti con ictus nella zona pistoiese con grande impatto sia sulle nostre strutture sanitarie che sulla nostra economia – spiega ancora Volpi -. Sappiamo infatti che 1/3 circa dei pazienti che hanno subito un ictus cerebrale presenteranno qualche grado di invalidità per cui è necessario che una volta dimessi dall’ospedale continuino ad essere monitorati, supportati, assistiti in una integrazione tra l’ospedale che li ha avuti in gestione nella fase acuta e territorio (sia case di comunità con strutture dedicate sia domicilio del paziente) dove il medico dell’ospedale, il medico di medicina generale, gli infermieri, i fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e tutta la filiera dell’assistenza territoriale possano condividere valutazioni multiprofessionali sia in presenza sia con l’ausilio della telemedicina. Questa strategia – conclude Volpi – sostiene il paziente nel suo percorso di riabilitazione e limita nuovi accessi all’ospedale per ricadute di malattia che sappiamo essere il 10% nel primo anno in un paziente con ictus”.

Il convegno si propone anche di individuare sul territorio di Pistoia spazi non solo di incontro tra il paziente e gli operatori sanitari ma anche in senso più ampio di accoglienza con attività ricreative e di riabilitazione in generale. Sarà mostrata infatti l’esperienza del “coro degli afasici”, pazienti che dall’ictus hanno avuto esiti con problemi di linguaggio ma che se adeguatamente rieducati da operatori di musicoterapia possono cantare e quindi reinserirsi socialmente. Questa esperienza promossa con successo da Alice Firenze evidenzia come la disabilità del post ictus possa essere superata anche con attività artistiche, ricreative, sociali.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia