di Simone Tofani
PRATO – Ieri sera il Teatro Politeama Pratese di Prato ha accolto con entusiasmo il ritorno della pianista e compositrice Giulia Mazzoni.
L’evento organizzato da Fonderia Cultart porta sul “suo” palco l’artista originaria di Prato, che ha saputo incantare il pubblico con una serata di musica tra brani classici e moderne influenze pop.

Il programma della serata è stato un viaggio nel percorso artistico della pianista, toccando di tappa in tappa tutti e tre i suoi album, una selezione che ha incluso tracce dal suo ultimo album “YAS, Your Anima System” e reinterpretazioni di brani iconici come “Space Oddity” di David Bowie e “Truman Sleeps” di Philip Glass. Giulia Mazzoni, ha arricchito la sua esibizione di aneddoti facendo entrare l’ascoltatore ancora di più nel profondo del suo processo creativo e nella storia dei suoi brani.
Un regalo per il pubblico presente, che era composto anche da giovanissimi, segno di quanto l’artista pratese, sia riuscita con il suo talento e la sua dedizione a far breccia attraverso il muro generazionale.
Per l’occasione, Giulia ha portato sul palco il pianoforte Artemisia, il primo “pianoforte donna” della storia, uno Steinway & Sons proveniente dalla collezione Fabbrini & Bussotti. Il primo pianoforte al mondo a portare un nome femminile, scelto dall’artista stessa, dopo averne sentito l’energia e la sensibilità durante una prova.
Tutto questo rende ancora più profondo il legame tra il brano “Artemisia”, dedicato alla pittrice Artemisia Gentileschi, una delle artiste più importanti del Seicento, pioniera dell’arte femminista dipinse molte opere che esploravano temi femministi, come la violenza contro le donne e la loro lotta per l’emancipazione ed il pianoforte Artemisia, legandoli indissolubilmente, quasi come un gioco di parole nel presentare l’esibizione con un “Artemisia suona Artemisia”
Il pubblico ha avuto il privilegio non solo di vivere un’esperienza sonora eccelsa, ma anche grazie ai video creati in collaborazione con registi tra cui Samuele Alfani, Marco Amenta e Hermès Mangialardo, prendere parte ad un’immersione visiva nel mutare musicale dell’artista.

L’emozione di Giulia nel tornare a esibirsi nella sua città natale è stata palpabile e il ricordare al pubblico di quanto una lei piccolissima, viveva la musica seduta sulle sedia di velluto rosso del Teatro Politeama Pratese, fa capire quanto sia importante credere nei propri sogni e nelle proprie passioni.
I brani si susseguono uno dopo l’altro, trovano tempo però per ricordare che la musica deve essere anche un gioco per non perderne l’essenza e “Elefantino di pezza” suonata con un Toy Piano ne è la prova.
Nel bis Giulia Mazzoni torna su “Giocando con i bottoni”, un ricordo visivo e sonoro della sua infanzia, una dedica in musica a sua nonna, fra note di pianoforte, immagini in movimento e quel suono di bottoni dentro una vecchia scatola di latta di biscotti mellin.










