mercoledì, Settembre 9, 2026

Il viaggio di parole e immagini di Filippo Basetti

PISTOIA – Stasera al Circolo Ricreativo APS di Sperone Filippo Basetti darà luogo a una proiezione di foto accompagnate da un reading di testi di vari autori letti da Alberto Galligani, Daniele Dami, David Bargiacchi, Francesco Bargellini e Lauren McLaughlin.

Basetti è un artista a tutto tondo che porta avanti la sua attività oramai da trent’anni, non solo come fotografo, ma anche con opere di grafica tridimensionale, installazioni ed altre attività creative. Si considera un artista moderno, uno che non sta a pensare al mezzo ma, rispetto all’idea, sceglie il mezzo con cui è più semplice realizzarla o ha più resa. Soddisfatto del suo lavoro a fasi alterne, come forse tutte le cose della vita.

Filippo Basetti

Ci sono periodi in cui si sente più soddisfatto e in altri meno. “Non sono un artista tormentato, non sono neanche un artista di quelli super felici. Ho dei momenti come tutti, alcuni più sereni e altri meno, sono stato tanti anni fermo ma adesso c’è un periodo che considero buono, dove sto riprendendo in mano molte cose.”

Veniamo a stasera. Si tratta di un evento che è già stato sperimentato con il gruppo Fotografico Fornaci due anni fa, con la fotografa Elisa Salvicchi e le sue immagini dell’India insieme al gruppo di lettura ad alta voce.

Quest’ultimo è un gruppo di Pistoia che si ritrova e legge dei libri, letteratura moderna, contemporanea, ma non solo. A seguito del buon esito della serata, è stato deciso di replicare. Basetti aveva un lavoro del 2010 che, seppur realizzato durante il suo viaggio di nozze, tecnicamente era stato fatto con uno spirito di reportage: New York in bianco e nero.

“A New York mi sono trovato un po’ in difficoltà per il “gigantismo” che c’è in quella città. Difficile da affrontare con le ottiche normali, avevo dietro solo un obiettivo 18-55 ed allora ho comprato un grandangolo. Un occhio, il mio, diciamo un po’ estraneo come può essere quello dell’europeo in America. Non ho cercato le classiche inquadrature da cartolina, gli stereotipi classici, non era quella la priorità che volevo trovare io”.

Stasera la proiezione delle foto sarà accompagnata da letture e musiche scelte dai ragazzi del gruppo. Si parte con Whitman per proseguire con Soldati, Auster, Hirschman, Garcia Lorca etc. “Sarà una cosa molto spontanea, non c’è un montaggio – continua Basetti – volevamo giocare anche un po’ sulle contraddizioni e le dissonanze della città di New York. Verrà usato l’intro di Manhattan di Woody Allen ricreato sulle mie foto”.

Ci saranno foto di Street, di architettura e di persone, un vero reportage a tutto tondo. Non solo Manhattan, ma anche il Bronx, Coney Island, Chinatown, Little Italy.

“Sono molto appassionato di film, per cui sono andato a cercare anche quei luoghi che negli anni mi avevano un po’ incuriosito, come la casa di Martyn Mistere ed altri luoghi simili. New York con i suoi palazzi enormi – un mio caro amico all’Università diceva che a Firenze sarebbe stato impossibile che nascesse Spiderman, sennò si sarebbe sbucciato tutte le ginocchia”.

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