PRATO – A Prato i funerali di Vincenzo Martinelli, a San Giorgio a Colonica quelli di Carmelo Corso. A Bientina le esequie di Davide Baronti. Si sono svolte oggi le tre cerimonie funebri delle vittime toscane della tragedia di Calenzano.

Duomo di Prato gremito per l’addio a Martinelli
PRATO (Ansa) – Ci è stata tolta la possibilità di sentirti e di vederti un’ultima volta, non potremo più abbracciarti o darti un bacio.
Abbiamo sottovalutato la possibilità che un giorno potevamo perderti a causa del lavoro che facevi, non pensando che proprio a causa di quest’ultimo saresti andato via. Per sempre. Ciao papà. Ciao al nostro supereroe”. Queste le parole della lettera scritta da Chiara e Federica, le figlie di Vincenzo Martinelli, una delle cinque vittime dell’esplosione del deposito Eni, di cui sono stati celebrati oggi i funerali nel Duomo di Prato.
La lettera delle figlie è stata letta dall’ambone della cattedrale da un’amica delle due. Martinelli era originario di Napoli ma viveva a Prato da oltre vent’anni. La mamma di Martinelli, l’ex moglie, le due figlie e il fratello e la sorella erano presenti alle esequie, celebrate dal vicario generale della Diocesi Daniele Scaccini. Molti anche gli amici e i semplici cittadini accorsi in Duomo, che era gremito. Presente al funerale il sindaco di Calenzano (Firenze) Giuseppe Carovani e, in rappresentanza del comune di Prato, l’assessore Marco Biagioni, senza gonfalone.
Sempre oggi sono stati celebrati i funerali di Carmelo Corso nella chiesa di San Giorgio a Colonica, frazione Prato.
Bientina, autocisterna fuori dalla chiesa ai funerali di Baronti
BIENTINA (Ansa)– Il prolungato suono del clacson di un’autocisterna ed un lungo e commuovente applauso hanno accompagnato a Bientina (Pisa) l’uscita del feretro dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Davide Baronti, una delle cinque vittime dell’esplosione nel deposito di Calenzano.
Baronti era originario di Angera (Varese) e prima di trasferirsi a Bientina aveva vissuto con la famiglia a Cascina.
Lascia la moglie e due figli di 16 e 20 anni.
Dal 2021 lavorava per la Mavet e guidava le autocisterne per il trasporto di carburante che solitamente caricava nei depositi di Calenzano e Stagno (Livorno).
Sono stati i colleghi insieme con l’azienda Mavet, il fratello Luca e la moglie Rossana a decidere di portare un’autocisterna davanti alla chiesa come gesto simbolico per ricordare Davide. “Quello che è accaduto a Calenzano è un fatto che ha colpito tutta Italia – ha detto il fratello Luca – con mio fratello avevo un rapporto speciale, va ricordato come una persona solare sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno”.
Al momento dell’esplosione, il 9 dicembre scorso, Baronti si trovava all’interno del deposito di idrocarburi dell’Eni ed era impegnato nel carico della sua autobotte. “Siamo nel centro di un problema nazionale, sono troppe le morti ogni giorno sui luoghi di lavoro – spiega il sindaco di Bientina, Dario Carmassi -, io non ho ricette, so solo che dobbiamo fare di più di quello che abbiamo fatto finora, lo dobbiamo a Davide e a tutte le altre vittime”.





