venerdì, Settembre 4, 2026

Confcooperative Toscana: “Nuova ondata di caldo, possibili effetti su produzioni prossimi mesi”

FIRENZE – “L’ondata di caldo in arrivo appare meno intensa rispetto a quelle che abbiamo affrontato nelle scorse settimane, ma non dobbiamo sottovalutarne gli effetti. Il problema non è soltanto la singola ondata, ma il ripetersi sempre più frequente di temperature elevate durante la stagione, che sottopone le produzioni agricole e gli allevamenti a uno stress continuo”.

A dirlo è Luciano Nucci, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana, che richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze del nuovo aumento delle temperature e soprattutto sull’impatto cumulativo di un’estate caratterizzata da diversi episodi di caldo.

“Stiamo monitorando la situazione e, rispetto alle precedenti ondate, questa fase appare meno preoccupante. Tuttavia, dopo mesi caratterizzati da temperature elevate, ogni ulteriore periodo di caldo può incidere sulle colture e sugli allevamenti. È importante guardare non solo alle produzioni che stiamo raccogliendo – nota Nucci – ma anche a quelle dei prossimi mesi”.

Secondo Nucci particolare attenzione deve essere riservata alle colture autunnali e invernali: “Le conseguenze del caldo non si esauriscono necessariamente con la fine dell’estate. Le condizioni climatiche possono avere ripercussioni sui cicli produttivi successivi e sulla capacità delle imprese di programmare le attività. Per questo è importante continuare a monitorare gli effetti sulle diverse produzioni”.

Il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Toscana sottolinea quindi la necessità di affrontare il cambiamento climatico con una prospettiva di medio e lungo periodo: “Non possiamo considerare ogni estate come un episodio isolato. Le imprese agricole si stanno confrontando con condizioni climatiche che cambiano e con una frequenza sempre maggiore di eventi anomali. Servono strumenti e investimenti che aiutino le aziende ad adattarsi e a mantenere la propria capacità produttiva”.

“Difendere le produzioni agricole – conclude Nucci – significa difendere economia, occupazione, qualità e presidio del territorio. Anche per questo dobbiamo continuare a seguire con attenzione l’evoluzione del clima e mettere le imprese nelle condizioni di affrontare con maggiore strumenti una trasformazione che ormai riguarda il presente”.

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