mercoledì, Settembre 9, 2026

Cristian Toccafondi, dal Rock degli U2 alla Trilogia su Babbo Natale

di Elisabetta Branchetti

BORGO A BUGGIANO – Cristian Toccafondi, originario di Borgo a Buggiano, padre di un bellissimo bambino di nome Filippo, oggi libero professionista dopo essere stato dipendente per molto tempo, ha deciso di inseguire i suoi sogni che abbracciano il mondo creativo dell’arte in generale: recitazione, musica, scrittura, doppiaggio.

Cristian Toccafondi

A Cristian piace ascoltare le storie delle persone e osserva il mondo in maniera curiosa e appassionata. Una persona molto perseverante, affascinato dal termine “giustizia”, tanto che al di là del bene e del male, vorrebbe che sulla sua lapide un giorno scrivessero: è stato un uomo giusto.

Quanto è nata la passione per il canto?

Dai tempi delle scuole medie. Avevamo una band in cui io suonavo la chitarra, ci chiamavamo “Stravoltura”, un nome abbastanza comico, cercavamo un cantante, non trovandolo provai a farlo io. Amavo Bono degli U2, Piero Pelù e mi piacevano i Negrita. Mi piaceva il Rock e passavo ore a suonare e cantare. Poi mi misi a scrivere pezzi miei; ricordo che musicai una poesia che un mio amico aveva scritto per fare una dichiarazione d’amore alla sua ragazza e gliela cantammo sotto la finestra. Che bei tempi.

Hai fatto un percorso di studio del canto?

Mi misi a studiare canto e a studiare musica grazie anche all’aiuto di un mio professore delle medie che mi trasmise questa passione per la musica. Ma sono sempre stato un po’ autodidatta, anche se successivamente studiare la musica mi ha permesso di capire molte cose, soprattutto che la musica è matematica, una matematica con le note.

Suoni anche uno strumento?

Sì, suono la chitarra acustica ed elettrica, poi a livello basico, anche basso e batteria e ogni tanto mi piace suonare il piano.

Hai avuto una band con la quale hai progettato inediti?

Ho avuto varie band, ma quella a cui sono rimasto più legato si chiamava Radiomorgana. Abbiamo realizzato due cd di inediti “Radiomorgana” e “La radio di Greta” e facevamo un rock-pop in italiano con sonorità che potevano ricordare U2 e Cure. E’ stato un bel periodo. Eravamo in quattro, io cantavo e suonavo la chitarra acustica, gli altri componenti suonavano rispettivamente chitarra elettrica, basso e batteria. Nella zona abbiamo avuto un discreto successo, che però non è si è spinto fuori dai confini della Toscana. E’ stato un bel periodo, lo ricordo con affetto. Il nostro brano di punta si chiamava “Anomalia”.

Cristian Toccafondi

Poi ti sei dilettato anche a scrivere.

Quando seppi che sarei diventato padre ed essendo molto credente e amante del Natale, ebbi un’ispirazione per una storia sulle origini di Babbo Natale, che poi è divenuta una vera e propria trilogia edita da una casa editrice romana dal titolo “Philip Snow e la fantastica storia di Babbo Natale”, tre libri che ho dedicato a mio figlio Filippo, da qui Philip Snow. Ho girato l’Italia e sono riuscito a vendere tutte le stampe e successive ristampe, mi mancano giusto poche copie e per questo sarò al Pisa Book Festival, per incontrare piccoli lettori e proporlo. Mi piace molto dialogare con i bambini, si imparano un sacco di cose. Il primo libro è uscito nel 2018, il secondo nel 2019, poi abbiamo atteso la fine del Covid e il terzo è stato pubblicato a fine 2022, concludendo la storia di Mr Toymas, un semplice giocattolaio del villaggio di Pandoria che grazie a Philip Snow e i suoi amici, lotterà contro Reptilius per portare lo spirito del Natale in tutto il mondo. Il libro è stato apprezzato da pubblico e critica, presentato in molte librerie d’Italia e anche in alcune scuole della Valdinievole.

Hai preso una decisione importante per le tue passioni, quale?

Sì, ho fatto una cosa pazza. Ho mollato il lavoro, un lavoro sicuro, per andare incontro ai miei sogni. Il doppiaggio mi ha sempre appassionato molto e quando parlavo al telefono con gli sconosciuti capitava che qualcuno mi dicesse: “Sa che lei ha una voce da doppiatore!”. Quindi mi sono iscritto prima ad un’accademia di teatro, poi ho fatto un’accademia di cinema, essendo il doppiatore un doppio-attore occorreva una formazione a trecentosessanta gradi. Infine sono stato ammesso all’accademia di Roma: Ward Academy della famiglia Ward, con direttrice artistica Monica Ward, la doppiatrice di Lisa Simpson e ho frequentato un anno e il successivo, grazie ad una borsa di studio. Ho potuto conoscere oltre alla famiglia Ward, anche registi, musicisti, attori e ho effettuato con un regista dell’accademia in particolare, anche stage di approfondimento sulla recitazione cinematografica. Insomma un sacco di cose belle, che ti aprono il cuore, la mente e nuovi orizzonti.Ho lavorato molto su me stesso e sono contento dei progressi ottenuti grazie allo studio, che è assolutamente necessario a mio avviso per permetterti di essere longevo in questo mondo.

Quale sono i tuoi progetti futuri e i sogni da fare avverare?

Fare l’attore-doppiatore. Mi piacciono entrambi, ho già fatto delle “cose” a Roma, sono stato protagonista di due corti cinematografici e voce per alcuni spot commerciali e mi sto cimentando in provini e quanto altro, è molto difficile, ma è una cosa bella e voglio perseguirla. In più ho nel cassetto un sacco di sinossi e bozze di sceneggiature di film che ho scritto. Mi piacerebbe prima fare l’attore e imparare dai maestri e dopo magari, fare come tanti attori, che poi si cimentano nella sceneggiatura e regia di un film. Mi piacciono molto le storie umane, quelle storie di amore o di avventura che ti toccano l’anima e mi piacerebbe portare le mie idee al grande pubblico, per questo spero di incontrare qualcuno capace di ascoltare, con cui poter portare avanti questo progetto, anche perché mi piacerebbe che il cinema oltre che mostrare la nostra bellissima Roma Capitale, avesse come scenario la nostra fantastica regione Toscana, la nostra Firenze, i nostri paesaggi collinari e realizzare film anche che parlano di storie di paese o tematiche importanti, come bullismo e disabilità. Ho anche depositato l’idea per una serie che parla di una storia d’amore fra due creature mitologiche, ambientata a Firenze, chiamata “Ultima Notte sulla Terra”, insomma dato che ho studiato molto e in vari ambiti, mi piacerebbe come diceva Steve Jobs, unire i puntini e portare al pubblico una ventata di aria nuova, che metta insieme cinema, musica, ballo e quelle storie che ti toccano il cuore, che ti fanno balzare sulla sedia davanti al grande schermo e che ti fanno uscire dal cinema con le lacrime agli occhi, lacrime di gioia. Nell’immediato invece mi piacerebbe aprire una scuola di recitazione per aiutare i ragazzi a sbloccarsi, ad esprimersi e ad usare più consapevolmente la propria voce, quella voce che nella società di oggi rimane un po’ soffocata. Insomma “unire i puntini”, ecco, questo voglio fare.

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