mercoledì, Settembre 9, 2026

Al Metastasio in scena “Antonio e Cleopatra” per la regia di Malosti

PRATO – Da giovedì 16 a domenica 19 gennaio al Teatro Metastasio va in scena ANTONIO E CLEOPATRA di William Shakespeare, uno spettacolo con Valter Malosti e Anna Della Rosa che, tra il clangore delle armi e gli intrighi della politica, racconta l’esplosione del vitalissimo amore tra i due protagonisti che eccedono ogni misura per affermare la propria libertà (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).

Una scena dello spettacolo “Antonio e Cleopatra” per la regia di Valter Malosti (foto di Tommaso Le Pera)

Lo spettacolo – diretto dallo stesso Malosti che è anche traduttore e curatore dell’adattamento – ha un testo basato sulle opposizioni: maschile e femminile, dovere e desiderio, letto e campo di battaglia, giovinezza e vecchiaia, antica verità egiziana e realpolitik romana. È un testo che, attraverso la relazione tra Cleopatra e Marco Antonio dalla guerra contro i Parti fino al suicidio di Cleopatra, racconta l’incontro e il conflitto tra Oriente e Occidente, un conflitto politico ma anche scientifico.

“I due straripanti protagonisti – spiega il regista – eccedono ogni misura per affermare la loro infinita libertà. Politicamente scorretti e pericolosamente vitali, al ritmo misterioso e furente di un baccanale egiziano vanno oltre la ragione e ai giochi della politica. Inimitabili e impareggiabili, neanche la morte li può contenere”. Di Antonio e Cleopatra – prosegue il regista – la mia generazione ha impresso nella memoria soprattutto l’immagine, ai confini con il kitsch, e vista attraverso la lente d’ingrandimento del grande cinema (grande davvero vista la regia di Joseph L. Mankievicz) di Hollywood, della coppia Richard Burton/Liz Taylor. Ma su quest’opera disincantata e misteriosa, che mescola tragico, comico, sacro e grottesco, su questo meraviglioso poema filosofico e mistico (e alchemico) che santifica l’eros, che gioca con l’alto e il basso, scritto in versi che sono tra i più alti ed evocativi di tutta l’opera shakespeariana, aleggia, per più di uno studioso, a dimostrarne la profonda complessità, l’ombra del nostro grande filosofo Giordano Bruno: un teatro della mente”.

Le scene, firmate da Margherita Palli, incorniciano due protagonisti politicamente scorretti e pericolosamente vitali che, al ritmo misterioso e furente di un baccanale egiziano, superano la ragione e i giochi della politica, esplorando, senza alcuna regola, le inesauribili contraddizioni dell’amore.

Biglietti da 12 a 28 euro.

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