PISTOIA – L’avvicinarsi del Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 92/2004, dovrebbe rappresentare un’occasione di riflessione e di rispetto per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Tuttavia, ogni anno, assistiamo a tentativi sistematici di distorsione, minimizzazione o persino negazione di questa tragedia, attraverso narrazioni tese a ridimensionare la portata dei crimini perpetrati dal regime comunista di Josip Broz Tito nel secondo dopoguerra.

L’episodio delle scritte vandaliche comparse presso la foiba di Basovizza – luogo simbolo della pulizia etnica ai danni degli italiani del confine orientale – rappresenta l’ennesimo segnale di un preoccupante clima di revisionismo e negazionismo. Frasi come “Trst je naš” (“Trieste è nostra”) non sono semplici provocazioni, ma espressioni di un irredentismo anacronistico, che riapre ferite storiche mai del tutto sanate. Gli stessi accadimenti di Reggio Calabria che hanno visto la targa in memoria di Norma Cossetto venire danneggiata non più di una settimana fa, rappresentano quanto ancora sia importante lottare affinché il ricordo non venga cancellato dal tempo.
La sistematica elusione della verità storica
Negare o sminuire il dramma delle foibe non è solo un insulto alla memoria delle vittime, ma costituisce un vero e proprio attentato alla verità storica. Tecniche come la cancellazione selettiva dei fatti, la manipolazione del contesto o la commistione tra verità e falsità vengono utilizzate per giustificare, relativizzare o addirittura ribaltare la narrazione degli eventi.
Si continua, ad esempio, a sostenere che la violenza esplosa sul confine orientale fosse esclusivamente una conseguenza delle politiche fasciste, ignorando deliberatamente come l’odio etnico e la volontà di eliminare la presenza italiana in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia risalgano a ben prima dell’avvento del fascismo. Si dimentica, inoltre, che migliaia di civili innocenti furono massacrati e gettati nelle foibe non per le loro idee politiche, ma perché italiani.
A conferma di questo rischio di distorsione, le linee guida del Ministero dell’Istruzione, pubblicate nel 2022, hanno sottolineato come concentrare l’attenzione esclusivamente sulle responsabilità italiane nella Seconda guerra mondiale, a scapito della tragedia delle foibe, costituisca una forma di elusione, e non una corretta contestualizzazione storica.
Il Giorno del Ricordo sotto attacco
Le celebrazioni del Giorno del Ricordo sono sempre più spesso oggetto di contestazioni e boicottaggi da parte di ambienti ideologizzati che mirano a delegittimarle, riducendole a una presunta “strumentalizzazione politica”. Eppure, questa ricorrenza fu istituita con un consenso trasversale, proprio per rendere giustizia a una pagina di storia a lungo dimenticata.
Anche nella nostra città assistiamo a un fenomeno preoccupante: mentre il Governo si impegna per rafforzare la memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, vengono concesse legittimità e visibilità a narrazioni che ne mettono in discussione la verità storica.
Emblematico è il caso di Davide Conti, storico legato all’estrema sinistra, spesso invitato dall’ANPI per partecipare a conferenze il cui approccio appare ideologico e revisionista.
Conti, che scrive regolarmente su Il Manifesto – Quotidiano Comunista, ha più volte screditato il Giorno del Ricordo, sostenendo che si tratti di un’operazione di propaganda funzionale alla “strumentalizzazione della storia da parte dell’estrema destra”.
In un suo articolo del 2022, è arrivato persino a definire il Giorno del Ricordo “un giorno fatto per dimenticare”, soffermandosi esclusivamente sui crimini italiani e ignorando completamente le vittime delle foibe. Questo atteggiamento rappresenta un chiaro esempio di elusione storica, che tenta di ridurre il massacro a una semplice “reazione” alle violenze del fascismo, ignorando il preciso disegno di pulizia etnica anti-italiana voluto dal regime di Tito.
È inaccettabile che figure come Conti vengano accreditate nelle scuole e nelle istituzioni locali come “esperti imparziali”, quando il loro approccio è ideologico e negazionista nei confronti delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Un impegno per la verità e il rispetto
Di fronte a questi tentativi di mistificazione, è essenziale un impegno collettivo per difendere la verità storica e garantire che il sacrificio delle vittime delle foibe non venga mai dimenticato né strumentalizzato.
La storia non può essere piegata a convenienze ideologiche: chi tenta di negare o relativizzare questi eventi non solo insulta la memoria di chi ha sofferto, ma mina le basi di una convivenza civile fondata sul rispetto della verità.
L’Italia ha il dovere di onorare il Giorno del Ricordo con consapevolezza e dignità, respingendo ogni forma di revisionismo e riaffermando che il rispetto della storia è un valore imprescindibile per la nostra democrazia.
Giorno del Ricordo a Pistoia
Il Comitato 10 Febbraio Pistoia comunica che domani, lunedì 10 febbraio, alle ore 11:00, presso il cippo dedicato ai Martiri delle Foibe e agli Esuli Giuliani, Istriani e Dalmati, situato in Piazza Garibaldi a Pistoia, si terrà la Cerimonia del Ricordo.
L’evento si svolgerà in forma pacifica, senza sentimenti di odio né rancore, con l’intento di rendere omaggio e preservare il ricordo di questa tragica pagina della storia d’Italia, affinché non venga dimenticata.
Nel corso degli anni, la città di Pistoia, grazie all’impegno del Comitato 10 Febbraio, ha ospitato mostre artistiche, eventi culturali e conferenze finalizzati a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla storia degli esuli. Inoltre, ha intitolato un parco a Norma Cossetto, a testimonianza della costante volontà di tutelare e valorizzare la memoria storica. Tuttavia, i ripetuti tentativi di revisionismo dimostrano come il lavoro svolto, per quanto significativo, debba essere continuamente rafforzato. È quindi necessario rinnovare l’impegno anno dopo anno, affinché questa pagina di storia non venga cancellata né distorta, ma trasmessa con verità e consapevolezza alle future generazioni.
Giovanni Tancredi Brilli, Presidente Comitato 10 Febbraio Pistoia










