di Giuseppe Nanni*
ALTO RENO TERME – Il crescente interesse per le aree appenniniche, come dimostrano i dati demografici di questi ultimi anni, deve purtroppo scontrarsi con vecchie e nuove difficoltà nei collegamenti stradali e ferroviari.

In recenti incontri sulla Statale Porrettana, ho avuto modo di ribadire che il Comune di Alto Reno Terme non ha alcun preconcetto rispetto alle ipotesi in campo (la bretella Reno-Setta o la variante Vergato-Sasso Marconi), purché si passi rapidamente dalle parole ai fatti. Non si tratta solo di affrontare il problema dei tempi di percorrenza, che pure è importante; esiste anche una questione oggettiva di sicurezza, per un tracciato sempre più inadeguato a sopportare l’abnorme carico di traffico giornaliero.
In merito alla ferrovia, ai problemi di sempre si è aggiunta, dallo scorso anno, una ulteriore difficoltà dovuta al prolungamento della linea fino a Pianoro. Una scelta anche comprensibile, sulla carta, ma del tutto velleitaria rispetto all’infrastruttura esistente. La mancanza di un doppio binario, almeno da Marzabotto a Bologna, espone il traffico ferroviario a continui ritardi, quando non addirittura cancellazioni di treni, con grave danno innanzitutto per i lavoratori e gli studenti pendolari. Gli aggiustamenti tentati per alleviare i disagi non hanno fin qui risolto, se non in minima parte, tali disagi. A questi si aggiungono altri problemi, ad esempio le mancate coincidenze con la tratta Porretta-Pistoia. Una tratta che, peraltro, deve fare i conti con situazioni di vetustà e, conseguentemente, con interruzioni sempre più frequenti per interventi di manutenzione.
Prendiamo atto positivamente dei frequenti incontri tra le regioni Toscana ed Emilia-Romagna sui collegamenti ferroviari; ma servono atti concreti per dare risposte risolutive: la mobilità è uno degli aspetti più rilevanti per la qualità della vita nei territori, specialmente per quelli appenninici, già penalizzati dal dissesto idrogeologico e dalle enormi difficoltà a mantenere servizi essenziali come la sanità e la scuola.
Dunque, servono soluzioni certe e rapide: i cittadini dell’Appennino non sono cittadini di serie B !
*Sindaco di Alto Reno Terme









