mercoledì, Settembre 9, 2026

I collegamenti stradali e ferroviari frenano la ripresa della Montagna

di Giuseppe Nanni*

ALTO RENO TERME – Il crescente interesse per le aree appenniniche, come dimostrano i dati demografici di questi ultimi anni, deve purtroppo scontrarsi con vecchie e nuove difficoltà nei collegamenti stradali e ferroviari.

Giuseppe Nanni

In recenti incontri sulla Statale Porrettana, ho avuto modo di ribadire che il Comune di Alto Reno Terme non ha alcun preconcetto rispetto alle ipotesi in campo (la bretella Reno-Setta o la variante Vergato-Sasso Marconi), purché si passi rapidamente dalle parole ai fatti. Non si tratta solo di affrontare il problema dei tempi di percorrenza, che pure è importante; esiste anche una questione oggettiva di sicurezza, per un tracciato sempre più inadeguato a sopportare l’abnorme carico di traffico giornaliero.

In merito alla ferrovia, ai problemi di sempre si è aggiunta, dallo scorso anno, una ulteriore difficoltà dovuta al prolungamento della linea fino a Pianoro. Una scelta anche comprensibile, sulla carta, ma del tutto velleitaria rispetto all’infrastruttura esistente. La mancanza di un doppio binario, almeno da Marzabotto a Bologna, espone il traffico ferroviario a continui ritardi, quando non addirittura cancellazioni di treni, con grave danno innanzitutto per i lavoratori e gli studenti pendolari. Gli aggiustamenti tentati per alleviare i disagi non hanno fin qui risolto, se non in minima parte, tali disagi. A questi si aggiungono altri problemi, ad esempio le mancate coincidenze con la tratta Porretta-Pistoia. Una tratta che, peraltro, deve fare i conti con situazioni di vetustà e, conseguentemente, con interruzioni sempre più frequenti per interventi di manutenzione.

Prendiamo atto positivamente dei frequenti incontri tra le regioni Toscana ed Emilia-Romagna sui collegamenti ferroviari; ma servono atti concreti per dare risposte risolutive: la mobilità è uno degli aspetti più rilevanti per la qualità della vita nei territori, specialmente per quelli appenninici, già penalizzati dal dissesto idrogeologico e dalle enormi difficoltà a mantenere servizi essenziali come la sanità e la scuola.

Dunque, servono soluzioni certe e rapide: i cittadini dell’Appennino non sono cittadini di serie B !

*Sindaco di Alto Reno Terme

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