PIEVE A NIEVOLE – “Vogliamo portare all’ attenzione pubblica che nella zona di via Tevere un’ azienda ha ottenuto nel 2015 l’Autorizzazione Unica Ambientale per l’attività di lavorazione e commercio di pelli di coccodrillo. Nel 2022 il comune di Pieve a Nievole ha rilasciato, in virtù di un cambiamento di nome e gestione, un aggiornamento per la voltura di tale autorizzazione ad un’altra azienda subentrata nello stesso stabilimento.

Tuttavia, emergono dubbi significativi riguardo alla compatibilità delle attività attualmente svolte con le normative urbanistiche locali. In particolare, le autorizzazioni non chiariscono cosa si intenda per “lavorazione”.
La relazione tecnica per la variante alla concessione di derivazione di acqua sotterranea, datata 10 dicembre 2024, evidenzia un incremento nell’uso della risorsa idrica, passando da 450 mc/annui a 1200 mc/annui, a causa dell’ “aumento della produzione e dei macchinari utilizzati per attività di conceria, tintura e trattamento di pellami pregiati (con stoccaggio finale delle acque utilizzate in apposita cisterna e successivo smaltimento in discarica autorizzata)”.
Ciò solleva interrogativi sulla compatibilità di tali attività con il regolamento urbanistico, che vieta esplicitamente attività produttive moleste nelle zone residenziali.
In base al Piano Urbanistico di Pieve a Nievole, le zone B vietano attività produttive che possano arrecare disturbo ai residenti, mentre le zone D2 sono destinate a usi produttivi NON insalubri. Tuttavia, la conceria è classificata come attività insalubre di prima classe, come confermato da TU delle leggi Sanitarie .
È sorprendente che la ASL non abbia sollevato obiezioni riguardo a questa situazione e che il comune di Pieve a Nievole dichiari la compatibilità con il regolamento urbanistico.
I residenti si oppongono fermamente alla concessione di autorizzazioni che possano compromettere la loro qualità della vita e la salute pubblica. È fondamentale che le attività industriali rispettino i requisiti minimi di tollerabilità e non rappresentino un rischio per la popolazione.
Inoltre, la vicinanza di “attività di conceria” ad una zona residenziale e a un centro di sport e benessere amplifica le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale e alla salute dei cittadini.
Pertanto, abbiamo chiesto al Genio Civile di fungere da portavoce per sollevare queste questioni con le autorità competenti coinvolte nelle valutazioni e di fornire indicazioni sulla procedura per opporsi al verbale della riunione. È essenziale che le voci dei cittadini vengano ascoltate e che si garantisca un ambiente sano e sicuro per tutti”.
Il comitato di Via Cantarelle






