di Caterina Benini
CASALGUIDI – Tantissime persone nella sala del circolo Milleluci a Casalguidi ieri pomeriggio per la presentazione dell’ultimo libro di Enrico Pratesi “Il Cassero brucia. Storia della valle della discordia”.

Enrico Pratesi, classe 1944 già sindaco del Comune di Serravalle Pistoiese, con questo lavoro vuole rivolgersi a tutti, a chi c’era e a chi è venuto dopo, per raccontare e aiutare a capire cosa successe in quegli anni difficili, di contrasti, proteste, decisioni prese oltre i confini del territorio, su una vicenda che ha radici nel passato ma ha ancora effetti sul presente e sul futuro del territorio.
“Si parlerà del Cassero per altri quaranta anni coinvolgendo tutta la piana pistoiese – ha detto Samuele Bertinelli, già sindaco di Pistoia, chiamato a presentare il libro – La scelta del titolo e dell’immagine di copertina già fanno intendere che è un libro che scotta non solo per la vicenda, raccontata da uno dei principali protagonisti, ma perché non fa sconti a una verità che si trascina dietro riflessioni politiche anche sul presente”.
La foto dell’incendio del 2016 è emblematica.

“Ho sempre dormito negli anni in cui ero Sindaco – racconta sorridendo Pratesi -. Quando si diceva che non chiudevo occhio, mia moglie rideva e commentava con ironia, c’è stata solo una notte che sono rimasto a occhi spalancati, nel 2017, quando abbiamo perso il comune”.
Il libro di Pratesi ha richiamato l’attenzione di moltissime persone. Al suo fianco, nell’occasione, oltre a Samuele Bertinelli anche Leardo Corsini, già assessore all’ambiente e già Sindaco e don Roberto Breschi, già parroco di Serravalle e attualmente Cancelliere della Curia Vescovile.
Corsini, nella sua introduzione, ha ricordato che della discarica del Cassero se ne parla dal 1986. Protagonista della vicenda raccontata nelle pagine del libro, era a fianco del sindaco in quegli anni difficili. Corsini ha poi inquadrato la questione Cassero cercando di fare chiarezza cronologica dei fatti e raccontando lo scenario socio politico di allora. Ha sottolineato che la principale preoccupazione degli amministratori era la presenza nel luogo indicato per la realizzazione dell’impianto, di due laghetti che all’epoca rappresentavano la principale risorsa idrica del territorio comunale.
La parola poi è passata a don Roberto che in quegli anni era stato chiamato a guidare la parrocchia di Serravalle. Nel suo intervento non è entrato nel merito della vicenda discarica, piuttosto ha portato la testimonianza di un legame di affetto e stima reciproca che lo lega sin da quegli anni al sindaco Pratesi.
“C’è una foto – ha raccontato don Roberto -, con Pratesi davanti al monumento in paese, nel giorno in cui venivo presentato alla comunità. Molti però erano alla Casa del popolo perché come il Vescovo mi aveva annunciato avrei gestito una comunità di comunisti”.
Fu così che il prete cominciò a frequentare la Casa del popolo. Per entrare in contatto con tutti i serravallini, prese la tessera del circolo e si rese disponibile a fare turni di servizio al bar. Così lasciava la veste talare all’attaccapanni e indossava il grembiule.
Risale a quei tempi la nascita dell’amicizia con Pratesi che è sempre rimasta solida. Ha raccontato inoltre di aver scritto un libro sulla sua storia dal titolo emblematico “Un babbo comunista e un figlio prete”.
“Frequentare la Casa del popolo fu l’occasione di conoscere e farmi conoscere, di capire ed entrare in contatto con le persone, di sentire parlare dei problemi di tutto il comune anche della zona di Cantagrillo e Casalguidi e pure del Cassero – ha proseguito nel suo racconto don Roberto che è stato testimone della passione dell’allora sindaco Pratesi per tutto il suo territorio -. Ricordo che di lui tutti dicevano che finalmente c’era un Sindaco che faceva qualcosa anche per il borgo”.
Quando la parola è passata a Pratesi, l’ autore del libro ha subito lanciato una critica pesante all’attuale amministrazione serravallina facendo notare l’assordante assenza in sala del sindaco e della sua giunta.
“Ho invitato tutti, ho portato in Comune il libro e mi è stato dato un contributo per la sua realizzazione ma stasera non è venuto nessuno – ha detto Pratesi con una vena polemica -, erano preoccupati per l’argomento e avevano forse paura di attacchi al Comune?”.
Pratesi con minuzia di particolari, lucidità e grande senso critico ha ripercorso i fatti, ciò che è successo in quegli anni e come siamo arrivati alla nascita della discarica del Cassero. Il libro è pieno di fonti e documenti che supportano il racconto di Pratesi con attinenza oggettiva.
“Non è facile, ha detto l’ex sindaco, racchiudere in poche pagine una storia così lunga e complessa, soprattutto è difficile far emergere il sentimento, il fervore politico e sociale di quegli anni”.
Pratesi era uomo di partito ma, come ha detto con forza ai numerosi partecipanti, ha scelto di fare quello che riteneva più giusto per i cittadini e per il territorio che era stato chiamato a governare. “E’ un invito – ha detto Bertinelli prendendo la parola -, non scontato quello di stasera, io non sono di Serravalle, ho alle spalle un percorso politico diverso ma la mia esperienza da sindaco mi consente di capire lo stato di solitudine di cui parla Enrico e su cui ha scritto un altro libro”. Samuele Bertinelli nel suo intervento ha parlato dello scenario politico in cui la vicenda si muove, partendo da lontano ma anche dei tempi più attuali perché gli effetti della discarica avranno riflessi per molti molti anni ancora.
In questi mesi è uscito il Piano dei rifiuti della Regione Toscana e il problema ambientale è indubbiamente il tema politico e sociale più urgente. Bertinelli nel suo approfondito contributo alla presentazione ha riflettuto sulla politica attuale, sull’uso dei social come unica piazza di dibattito, spesso forviante ed effimera, di come oggi non si costruisca più una classe dirigente con la militanza per raccogliere le personalità migliori infatti ha detto: “Ogni paese ha la classe dirigente che si merita”, strappando un caloroso applauso da parte dei presenti.







