di Andrea Mori
PRATO – Quando un padre ripercorre la giornata in cui ha scoperto la morte del proprio figlio, avvenuta in un modo tanto terrificante quanto ingiusto, è inevitabile che l’atmosfera cambi, che si faccia pesante.

È la fotografia della giornata di oggi in piazza Mercatale, dove l’iniziativa promossa dalla Cgil ha segnato l’avvio a Prato della campagna referendaria.
Due gli incontri che si sono tenuti: uno dedicato alla cittadinanza e uno proprio alla sicurezza sul lavoro.
E su questo un racconto ha detto più di qualsiasi altra parola:
“Ero uscito per fare un po’ di spesa, quando ad un certo punto mi chiama mia moglie e mi dice: ‘Torna subito a casa’. Quando sono arrivato, tutti piangevano. ‘Che è successo?‘, chiedo. ‘Sabri ha avuto un incidente‘.”
Ma il signor Jaballah non ha pensato subito al peggio, tanto che si è girato tutto l’ospedale di Careggi, finché un’infermiera non gli ha detto che l’unico posto in cui avrebbe dovuto cercare era “dove tengono i morti“.
“Quando sono arrivato io è arrivata anche l’ambulanza. Sabri era chiuso dentro un sacchetto.. Inutile che racconti il resto.”

A prendere il microfono subito dopo è stata la sindaca Ilaria Bugetti: “Parlare dopo un intervento del genere non è facile. Quello che voglio dire, anzitutto, è che desidero esprimere la mia vicinanza alla famiglia, personale e istituzionale, a nome di tutta la città. Forse lo abbiamo fatto troppo poco.”
Per la prima cittadina il Comune deve andare oltre le sue strette competenze, oltre al fatto che “la collaborazione tra enti è fondamentale per cambiare le cose. Ne sono esempio il progetto Lavoro Sicuro e la piattaforma digitale Sicurfad 4.0, che sarà presto operativa.”
Le parole pronunciate dal padre di Sabri, secondo il segretario generale della Camera del Lavoro Lorenzo Pancini, “restituiscono tutto il senso dei referendum che abbiamo fortemente voluto: il senso di una dignità del lavoro che va assolutamente rispettata, di diritti che con il voto possono essere immediatamente garantiti, di condizioni materiali di vita che possono cambiare da subito”.
A spiegare i cinque Sì al referendum, nell’altro momento dedicato appunto alla cittadinanza, con Arjanna Salimusaj (responsabile Diritti Gd Prato) e Fulvio Barni (Diocesi di Prato), è stato il segretario generale dello Spi Cgil Toscana Alessio Gramolati:

“La Cgil è protagonista dei referendum perché sono in discussione diritti fondamentali, che riguardano lavoratori e cittadini. Diritti che non possiamo permetterci di veder arretrare. Lo dico anche da pensionato: se si arretra ancora nel mondo del lavoro, prima o poi si arriva anche alle pensioni.”
L’obiettivo è raggiungere anche a Prato e provincia il quorum: superare la soglia del 50% e portare al voto l’8 e 9 giugno oltre 90 mila persone.



