PISTOIA – Domenica 18 maggio la piazza sarà colorata dalle Fiat 500 d’epoca mentre l’eccezione è rappresentata dalla Fanfara dei carabinieri a cavallo.
La giornata si apre alle 8 con gli equipaggi delle Fiat500 che si ritroveranno in piazza del Duomo, offrendo uno spettacolo unico di colori e motori d’epoca.
La giornata entrerà nel vivo alle 11, quando venti cavalieri della Fanfara del 4° Reggimento dei Carabinieri a cavallo arriverà in piazza del Duomo partendo da piazza della Resistenza (passando da via Porta Carratica, via Silvano Fedi, via Cino, via Cavour e via Fedi). L’iniziava sarà accompagnata dalla commemorazione degli “sminatori” che hanno perso la vita durante la bonifica del territorio nel dopoguerra. La cerimonia si terrà nella piazzetta della chiesa di San Salvatore, in via Tomba di Catilina, dove si trova l’epigrafe.
La manifestazione proseguirà alle 11.30 con il saluto ufficiale alle autorità e l’esibizione della Fanfara guidata dal maestro Fabio Tassinari, esibizione che regalerà al pubblico un momento di grande intensità.
Intorno alle 12.30, dopo l’uscita della Fanfara da piazza del Duomo, partirà la sfilata delle Fiat 500: percorreranno le vie cittadine per raggiungere la Rocca di Castruccio, a Serravalle Pistoiese
La Fanfara a cavallo è il più antico Reparti musicali dell’Arma dei Carabinieri, nasce, per decreto, nel 1820 anche se già nella bozza di quello che era il Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri, del 1814, erano indicati anche i militari “trombetti” ai quali era assegnato il compito di trasmettere gli ordini del Comandante a tutte le truppe in campo. Questi ordini erano scanditi da pochissime note, tre al massimo (escludendo la ripetizione “d’ottava”), ed erano suonati a cavallo.

I militari dovevano perfettamente capire l’alternanza di più 200 ordini, calibrati mescolando altezza e ritmo dei suoni, imparando a gestire perfettamente le loro modalità di comunicazione. La musica era il mezzo che consentiva la divulgazione degli ordini dei comandanti alle truppe e ciascun trombettiere, in qualsiasi posto si trovasse, era in grado di comunicare esattamente al resto della truppa il momento in cui eseguire le varie operazioni che scandivano i ritmi della giornata, come abbeverare i cavalli, scendere dal cavallo, far fuoco, sguainare le sciabole, il silenzio, la sveglia. Nasce la musica militare, la cui caratteristica principale è legata alla sua capacità di essere decodificata in poche note legate ad un ordine preciso. Pochi suoni capiti da tutti, che oggi costituiscono “la cifra” dei concerti della Fanfara.
Il cavallo, poi, è un animale meraviglioso che si sposta nello spazio seguendo tre ritmi principali, il passo, il trotto e il galoppo. Compositori importanti come Mozart e Strauss sino ad arrivare ai Maestri che hanno diretto la Banda dell’Arma e gli stessi Maestri che hanno diretto la Fanfara a Cavallo si sono ispirati a questi ritmi per comporre brani musicali che sono appunto passi, trotti e galoppi diventati famosi perché legati al famigerato Carosello Storico dell’Arma dei Carabinieri. Ma tutto questo è anche la chiave di inizio dell’armonia tra musica e cavallo.
Il repertorio della Fanfara a Cavallo è calibrato in base all’intervento. Nelle cerimonie militari o di Stato, si trasmettono, attraverso la musica, i valori positivi propri di una nazione. La scelta dei brani ne sarà conseguente espressione. Se si partecipa invece ad un momento di vita quotidiana di una comunità, per esempio un momento religioso, si proporranno brani di musica religiosa.
La Fanfara a cavallo ha il privilegio di fare lezioni/concerto anche nelle scuole e questo consente di far conoscere la musica militare, con i suoi ritmi e il binomio virtuoso tra uomo e cavallo facendo capire ai ragazzi che le partiture di musica militare per complessi a cavallo non si trovano in commercio. I motivi derivano principalmente dal fatto che nel mondo le Fanfare a cavallo sono poche, quindi non c’è mercato per queste partiture. Ogni brano viene trascritto e adattato alle esigenze musicali della Fanfara a cavallo, dall’Inno di Mameli a brani più moderni come pagine di Rod Stewart ad esempio.







