di Andrea Mori
PRATO – La sindaca Ilaria Bugetti è indagata per corruzione dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze. Questa mattina la prima cittadina ha ricevuto una comunicazione ufficiale, cioè le è stato notificato un avviso di garanzia. Eseguite perquisizioni personali, locali ed informatiche.

IL MOTIVO DELL’INDAGINE
Tutto parte dall’inchiesta che nel maggio 2024 coinvolse l’ex comandante della compagnia carabinieri di Prato, Sergio Turini, e l’imprenditore tessile pratese Riccardo Matteini Bresci, che ha guidato il Gruppo Colle di Cantagallo. Proprio quest’ultimo in mattinata è stato portato a Firenze dai carabinieri per essere interrogato, anche lui infatti è indagato con l’accusa di corruzione.
La vicenda giudiziaria di Matteini Bresci e Turini si è poi chiusa con un patteggiamento, lasciando però degli ‘strascichi’ più che fastidiosi per l’amministrazione in carica, perché è da quell’attività investigativa che sarebbe iniziata ad essere percorsa la pista dei contatti tra l’imprenditore tessile e Ilaria Bugetti, la quale in passato ha avuto un rapporto lavorativo con Matteini Bresci.
La ricostruzione dei fatti proposta dall’accusa riguarda la possibilità che l’imprenditore, in cambio di un qualche tipo di protezione per la propria azienda, sia riuscito a far arrivare voti in favore dell’elezione della sindaca. Il procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia, tra l’altro, ha fatto sapere che l’indagine riguarda anche fatti avvenuti quando la sindaca era ancora consigliera regionale.
IL COMUNICATO DELLA SINDACA
Intorno alle 11.30 è stata la stessa Bugetti a diffondere un comunicato per informare tutti della situazione: “Con il presente, in qualità di sindaca di Prato, ritengo sia mio dovere comunicare immediatamente di aver ricevuto in data odierna, 13 giugno, un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica di Firenze. Comunico tali circostanze nel preciso momento in cui sono terminate le operazioni investigative. In relazione al contenuto di tale avviso la mia persona si è messa immediatamente disposizione dell’autorità procedente nel rispetto reciproco dei ruoli. Sin da ora ribadisco l’assoluta fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, e non mi sottrarrò a nessun riscontro, spiegando le mie ragioni, confidando nel fatto e avendo la certezza che il mio operato è sempre stato improntato alla correttezza personale, istituzionale nonché giuridica. Come detto sono a disposizione degli organi inquirenti e con fiducia proseguo nel mio ruolo con dedizione e attenzione al bene comune come ho sempre fatto”.
REAZIONI POLITICHE
Com’era inevitabile, non si sono fatte attendere le reazioni politiche, da quelle di singoli esponenti politici a quella del gruppo di opposizione.
La deputata di Forza Italia Erica Mazzetti è la prima, in ordine cronologico, a pronunciarsi: “Resto garantista. Tuttavia non posso esimermi dal constatare che, quando si esercita il potere in modo ininterrotto e senza naturale discontinuità si vengono a consolidare dei sistemi di scambio, di finanziamento, di favori su cui è bene, per la democrazia e la sana amministrazione, vederci chiaro”.
Sempre restando tra i deputati, ma dalla parte ‘opposta’, troviamo le parole di Marco Furfaro, membro della segreteria nazionale del Pd: “Conosco Ilaria da anni, so della sua integrità e della sua dedizione al servizio pubblico. Ha fatto bene a mettersi immediatamente a disposizione della magistratura, dimostrando ancora una volta il suo rispetto per le istituzioni e la trasparenza che ha sempre contraddistinto il suo operato. Confido nel lavoro della magistratura e sono certo che tutto si chiarirà presto e che la sindaca potrà continuare il suo prezioso lavoro per la città di Prato. Le sono vicino in questo momento con l’affetto e la stima di sempre”.
In una nota i gruppi consiliari di opposizione del Comune (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Lista Civica Gianni Cenni Sindaco) sottolineano come “la città si trovi adesso a dover affrontare un passaggio estremamente delicato, che – indipendentemente dall’esito finale dell’inchiesta – rischia di compromettere l’operatività, già discutibile, dell’amministrazione comunale in carica”.



