mercoledì, Settembre 9, 2026

L’interrogatorio di Bugetti e Matteini Bresci davanti al Gip rinviato al 23 giugno

di Andrea Mori

PRATO – È stata rinviata a lunedì 23 giugno la data degli interrogatori per la sindaca di Prato Ilaria Bugetti e l’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci, indagati per concorso in corruzione dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. Quel giorno il giudice per le indagini preliminari deciderà se accogliere o meno le richieste di misura cautelare fatte dalla procura: arresti domiciliari per la prima cittadina, carcere per l’industriale. L’ipotesi dei magistrati è che Bugetti avrebbe potuto, una volta sapute le contestazioni, “inquinare” l’indagine confrontandosi con tecnici e funzionari comunali.

Ilaria Bugetti

Il Gip, però, ha deciso di non procedere direttamente con domiciliari e carcere, come invece chiedevano i pm, ma di fissare prima un interrogatorio. Se lunedì dovesse accogliere la richiesta, per la sindaca di Prato scatterebbe la sospensione automatica dalla carica. A quel punto toccherebbe al suo vice, Simone Faggi, guidare l’amministrazione, in una situazione tutt’altro che comoda.

Il nome di Ilaria Bugetti compare nell’indagine che lo scorso anno portò all’arresto di Riccardo Matteini Bresci, imprenditore tessile di Cantagallo (Comune di cui Bugetti fu sindaca per due volte dal 2004) e del comandante dei carabinieri di Prato, Sergio Turini, accusato di aver favorito l’industriale in cambio di utilità personali. Il 5 febbraio di quest’anno entrambi hanno patteggiato.

Proprio durante quell’indagine, i carabinieri del raggruppamento operativo speciale (Ros) sequestrarono il cellulare di Matteini Bresci: da lì vengono fuori elementi che, secondo l’accusa, portano alla ricostruzione del presunto rapporto corruttivo anche con la ex consigliera regionale.

La vicenda ruota attorno a un presunto scambio di favori tra pubblico e privato che, secondo la Dda, avrebbe garantito a Ilaria Bugetti vantaggi economici e politici in cambio di sostegno all’universo imprenditoriale riconducibile a Riccardo Matteini Bresci. Al centro dell’inchiesta c’è un contratto di lavoro stipulato nel 2016 tra la sindaca e Broker Techno srl, una società legata all’industriale. Questo contratto, mai reso pubblico né ufficialmente dichiarato, ha consentito a Bugetti di percepire circa 47 mila euro tra il 2020 e il 2024. Tuttavia, secondo le indagini, il lavoro previsto da questo incarico non sarebbe stato effettivamente svolto, almeno per buona parte del periodo più recente. La mancata trasparenza e la discrepanza tra i guadagni percepiti e le attività svolte hanno portato i magistrati a sospettare che si tratti di un accordo “fantasma”, creato esclusivamente per garantire vantaggi economici alla sindaca nel contesto dello scambio di favori politico-imprenditoriali.

Riccardo Matteini Bresci

L’anomalia è emersa pubblicamente solo nella primavera del 2024 grazie a un’interrogazione dell’ex capogruppo regionale di FdI Francesco Torselli, oggi eurodeputato, che segnalò la differenza tra il curriculum ufficiale depositato in Regione (dove non compariva alcun lavoro dipendente) e la dichiarazione dei redditi, da cui risultavano guadagni da lavoro dipendente. Da lì sono partite verifiche incrociate.

A questo si aggiungono finanziamenti per circa 27 mila euro alla sua campagna elettorale e l’ipotesi di un appoggio con pacchetti di voti, sia alle regionali del 2020 che alle amministrative del 2024.

Lunedì 23 giugno la parola passerà ai due indagati. Il giudice valuterà le loro dichiarazioni prima di decidere se confermare le misure restrittive richieste dalla procura oppure adottare soluzioni diverse.

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