PISTOIA – Alcune associazioni Toscane (per ora 26) hanno sottoscritto una lettera aperta indirizzata al sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi; altre adesioni stanno arrivando.

Lettera aperta al sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.
“Siamo all’ennesima ordinanza di sgombero che colpisce la comunità di Vicofaro, che cade come un macigno sulla vita di un centinaio di ragazzi che vivono sul territorio pistoiese e lavorano nella Piana di Firenze, Prato, Pistoia. E che la vita, nonostante la loro giovane età, fra i venti ed i trent’anni, ha già provato duramente – Il viaggio dalla terra natia lungo il continente africano. I lager libici, dove subiscono le peggiori atrocità che non riescono nemmeno a raccontare. La traversata è il mare che molti vedono per la prima volta. L’indifferenza è il razzismo di coloro che dovrebbero accoglierli-.
Sono spesso loro quelle persone che lavorano nei luoghi dello sfruttamento per pochi euro al giorno, con contratti capestro firmati per uno straccio di permesso breve di soggiorno sul nostro suolo. Sono loro che ci permettono, con il proprio lavoro sottopagato, di acquistare la maglietta o la passata di pomodoro o altri prodotti del nostro consumo quotidiano a pochi euro.
Ora ci domandiamo: Era necessario un nuovo atto da parte sua, un accanimento di sgombero. Che poi, lo sappiamo anche noi e con noi tutte le Istituzioni, non potrà essere attuato in quanto questi ragazzi dove potranno andare? Da chi andranno se per loro non c’è un posto dove essere accolti? E, una volta ‘sgomberati’, dove potranno tornare se non di nuovo nell’accoglienza e nella cura della Comunità di Vicofaro?
Nell’unico luogo dove potranno trovare cibo per rifocillarsi e trarre energia per la vita, acqua per lavarsi e bere, un letto dove poter dormire e riposare per poter di nuovo partire per affrontare una nuova giornata di lavoro, come facciamo ogni giorno, tutte e tutti noi. Compreso lei e le persone della sua giunta e del consiglio comunale.
Allora, invece di tormentare loro e don Massimo, i volontari e le volontarie, la Comunità di Vicofaro perché non si è preso cura in questi anni delle loro sorti e della nostra opera?
Perché non ha, con gli altri potenti, messo in campo politiche per combattere davvero questa povertà? Perché non ha creato alleanze per avviare la risoluzione della problematica abitativa non solo dei migranti, ma anche di tanti e tante pistoiesi che stanno avendo ogni anno, con un incremento spaventoso della domanda, un bisogno che è documentato da tutti gli studi presentati in questi tempi.
Perché non ha promosso lei e le altre personalità politiche campagne di contrasto agli atteggiamenti razzisti e xenofobi che purtroppo sono in aumento anche nella nostra città di Pistoia. Un ultimo grido, perché volete usare i poveri per le vostre campagne elettorali? Cosa mai potrete ottenere se non la decadenza di una comunità?”
Firme
Gruppo di acquisto solidale Lucca e Mattaccio
Aeliante odv, Capannori
Distretto di economia solidale, Alto Tirreno, Pisa-Livorno-Lucca
Arcaica, Castellina Marittima
Il Chicco di senape, bottega del mondo, Pisa.
Comunità agricola di promozione sociale, Pisa
Cittadini del mondo, Riparbella
Pax Christi, Cecina
Gruppo di acquisto solidale Newroz Pisa
Associazione Comedor Giordano Liva, Pisa
Forum Toscano Movimenti per l’Acqua, odv
Rete Toscana in Movimento
Laboratorio della solidarietà, Livorno
Associazione Italia Nicaragua, Livorno
Mestizaje odv, Cecina
Società Popolare di mutuo soccorso Garibaldi, Lucca
Rete di solidarietà popolare, Lucca
Confederazione Cobas, provincia di Lucca
Cantiere sociale Versiliese
Ricreazione collettiva, Viareggio
Biblioteca popolare quartiere San Concordio, Lucca
Rete semi rurali, ETS, Scandicci
MicroMAG Alto Tirreno
Confederazione Cobas, provincia di Pistoia
Sindacato Usb, Pistoia
Sindacato Cub, Pistoia







