mercoledì, Settembre 9, 2026

Cosimo Bianciardi, nella sua musica la consapevolezza di vivere dentro l’assurdità di un presente distratto

di Elisabetta Branchetti

FIRENZE – Cosimo Bianciardi nasce a Firenze il 22 giugno 1976, del segno del cancro con il solito ascendente, per questo si definisce una persona molto riservata, introversa e mentale, un poeta e libero sognatore, per lui nella vita l’importante è l’accettazione di quello che nel bene o nel male tocca ad ognuno di noi.

Cosimo Bianciardi

Quando hai capito che la tua strada era quella del cantautorato ?

All’età di 16 anni insieme a qualche mio amico, spinti più dalla noia che da altro, decidemmo di formare una rock band iniziando a suonare subito brani originali; io suonavo la batteria. Solo dopo qualche mese capii che mi piaceva molto di più cantare e stare di fronte al pubblico (l’unico momento in cui abbandono il mio essere introverso) cercando di comunicare la mia esigenza artistica. Negli anni acquisendo più sicurezza e maturità, sono diventato quello che sono oggi: un cantautore rock .

Ti piace più cantare o suonare?

Inizialmente mi sono dedicato solo alla voce approfondendone le potenzialità (ero e sono affascinato dalle doti vocali di Demetrio Stratos), ma questo mi limitava nello scrivere le melodie dei miei brani, quindi iniziai a studiare chitarra da autodidatta, strumento che suono ancora oggi soprattutto nei live.

Quale è il tuo personaggio preferito del panorama musicale?

Nel panorama musicale odierno non c’è nessuno che abbia la mia attenzione. Per trovare i miei artisti preferiti bisogna fare un salto all’indietro fino agli anni sessanta: Doors, King Crimson, Beatles.

Hai avuto delle collaborazioni musicali?

La collaborazione che porterò sempre nel cuore è quella che ho avuto tra il 2006 e il 2009 con Paolo Benvegnù immenso cantautore purtroppo scomparso di recente.

Cosimo Bianciardi

Come descriveresti il tuo modo di scrivere?

Non segue delle regole precise , quindi lo descriverei come “istintivo”, a volte inizio da una semplice idea o da una melodia che mi viene in mente mentre sto facendo altro. Successivamente ci sviluppo intorno le parole portando poi tutto su un piano definito.

E’ uscito il tuo ultimo disco, parlacene.

Si chiama “Singolarità nuda” è il secondo disco che produco con il progetto Cosimo Bianciardi & Intima PsicoTensione. Un disco che continua a scandagliare i meandri della mia psiche sotto forma di metafora astronomica.

Se avessi la possibilità di realizzare a breve un tuo sogno quale sarebbe?

Sarebbe per me un onore e una gioia immensa riuscire ad approdare al premio Tenco e magari anche vincerlo.

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