mercoledì, Settembre 9, 2026

Sambuca. Amedeo e Patrizia, una scelta di vita in mezzo ai monti di Treppio

di Caterina Benini

TREPPIO – Tra le montagne che circondano Treppio, una piccola frazione del comune di Sambuca Pistoiese, c’è un borgo chiamato Castellucci dove abitano in pianta stabile dal 2018, Amedeo e Patrizia. Tutto intorno un paesaggio naturale molto suggestivo fatto di boschi, crinali dolci e una ricca biodiversità.

Amedeo Bleggi e la moglie Patrizia Farinelli

Amedeo, di origini trentine, da anni trasferitosi in Toscana per lavoro e rimasto amore, ha dato vita a un’impresa tanto insolita quanto affascinante: ha ricostruito nel giardino della sua abitazione, pietra dopo pietra, i profili più celebri del massiccio del Brenta. La particolare idea è maturata durante i lavori di ristrutturazione della casa quando ha ritrovato alcuni sassi di forme insolite. Amedeo, che è un uomo dalle mille risorse, sempre in movimento e con una mente vulcanica, le ha accantonate in attesa di inventarsi qualcosa.

“Ho lasciato il Trentino molti anni fa per amore e per lavoro ma un pezzo di cuore è rimasto tra quelle rocce dove affondano le mie radici, la mia identità – racconta Amedeo sorpreso che la sua opera abbia destato tanta curiosità”.

Le Dolomiti del Brenta ricostruite a Castellucci

Non c’è voluto molto perché in quell’ammasso di pietre ritrovasse qualcosa di familiare, così ha cominciato a disporre le pietre lasciandosi trasportare dalla nostalgia dei picchi grigi, appuntiti e maestosi che hanno fatto da sfondo alla sua infanzia e ha ricostruito le Dolomiti del Brenta in miniatura: Cima Tosa, il Crossom di Brenta, il Campanil Alto, il Campanil Basso, la Cima Brenta e la Cima Ambiez.

Castellucci è la penultima borgata della frazione di Treppio, un luogo lontano dalla frenesia della città, incastonato nell’Appennino tosco-emiliano, dove il tempo sembra essersi fermato. La scelta di Patrizia ed Amedeo di abitare tutto l’anno nella casa delle vacanze è stata inaspettata per molti ma scontata per loro che hanno sempre avuto un legame profondo con questi luoghi.

“Quando i ragazzi erano piccoli aspettavamo con gioia la fine della scuola per trasferirci – racconta Patrizia -, anche i nostri figli sono molto legati a questa casa”.

La casa di Amedeo e Patrizia

Amedeo, giovane trentino, arrivò in Toscana per motivi di lavoro. Nel 1974 era a Sambuca Pistoiese per occuparsi delle linee elettriche della Direttissima Bologna- Roma. Fu in un caldo pomeriggio d’estate che la sorte lo fece imbattere in Patrizia, la donna della sua vita. A Lentula, precisamente in località “Due fiumi”, tanti treppiesi andavano in cerca di refrigerio. Quel giorno però Amedeo doveva lavorare e aveva bisogno che l’area fosse deserta. Nonostante i richiami nessuno si spostò così fece brillare una mina per far scappare tutti. Grazie a quell’esplosione conobbe Patrizia che era a Lentula con alcune amiche. Nel 1977 si sposarono a Livorno e da allora non si sono più lasciati. Negli anni successivi, dopo aver girato il mondo e aver abitato qualche anno anche a Trento, si trasferirono a Pistoia.

La coppia ha tre figli: Andrea, Lorenzo e Maurizio e sono nonni orgogliosi di tre splendidi nipoti: Gaia 17 anni, Tommaso 13 e Jacopo 8. Dopo una vita di lavoro, di ritmi frenetici, di impegni e responsabilità la decisione di trasferirsi a Castellucci non è stata per fuggire ma per ritrovarsi.

È una scelta controcorrente ma profondamente umana, una ricerca costante di una nuova dimensione della vita in un momento dove godere del tempo che scorre più lentamente, è un privilegio.

A Castellucci Amedeo e Patrizia non trovano solo il silenzio ma anche la bellezza di un luogo che sembra essersi fermato, dove tutto resta uguale, spettatore inerme dei cambiamenti di chi questi posti li vive. È in questo spazio che hanno deciso di reinventarsi. La casa è circondata da un grande giardino pieno di fiori che sono la grande passione di Patrizia e da un orto costruito con maniacale precisione che è l’orgoglio di Amedeo. C’è una catasta di legna che il vulcanico trentino prepara per affrontare l’inverno, poi girando lo sguardo si arriva all’insolita e curiosa ricostruzione delle Dolomiti in miniatura.

Amedeo non ha mai dimenticato da dove viene. L’opera non è solo una grande manifestazione d’amore per la sua terra, è anche un ponte tra il passato e il futuro. In miniatura ci sono le amate Dolomiti, rocciose, maestose e selvagge, tutto intorno il paesaggio dolce, lussureggiante e accogliente della montagna pistoiese.

“Quando ho condiviso la nostra scelta con le amiche – racconta Patrizia – , tutte sono rimaste sbigottite e mi hanno elencato i disagi del vivere quassù. Noi non ci abbiamo pensato e abbiamo concentrato le nostre energie solo sugli aspetti positivi. Può sembrare strano ma non conosco la noia. Quando la stagione è bella viviamo in giardino tra l’orto e i fiori. Io amo anche le giornate piovose e grigie dell’inverno quando tutto è avvolto dal silenzio o quando mi affaccio dalla finestra e vedo scendere la neve, io mi sento felice e so di essere nel posto giusto. Ci capita di dover andare in città per qualche incombenza ma non vediamo l’ora di tornare a casa, la nostra vita ora è tra queste montagne”.

Il vero senso dell’andare in pensione forse non è l’ambìto riposo ma la libertà di scegliere come e dove vivere, ritagliarsi spazi unici e inseguire quei sogni che per tanto tempo sono stati messi in stand by.

Patrizia e Amedeo hanno anche un altro vantaggio: la condivisione di un progetto che li unisce ogni giorno di più.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ultime in provincia