SERRAVALLE – “Il medico di base è una figura fondamentale, per il servizio sanitario, ma anche per la sicurezza sociale. E’ un punto di riferimento irrinunciabile per i cittadini. Non è solo colui che indica terapie e compila ricette o fa diagnosi, ma è colui che conosce la storia del paziente, che sa come porsi con ogni assistito, che offre ascolto e un punto di riferimento fondamentale. Oltre a costituire un filtro atto anche ad alleggerire il carico dei Pronto Soccorso, per esempio.
Purtroppo per una serie di condizioni, figlie anche di un disinvestimento sulla Sanità a livello nazionale, in diversi territori (anche uno sarebbe troppo) il medico di base non è garantito. Tra questi territori nella nostra provincia c’è la zona di Serravalle Capoluogo (con le frazioni di Castellina, Masotti e Ponte) che pare non trovare stabilità in quel senso. Probabilmente anche il medico in servizio da pochi mesi (tra l’altro molto apprezzato dalla popolazione) sembra che sia in procinto di lasciare il presidio. Questo perché l’ambulatorio di Masotti ormai è desertificato.
Mesi fa fu fatta un’assemblea molto partecipata, in cui furono anche suggerite delle ipotesi di intervento. Solo la Regione Toscana si è mossa per creare condizioni più agevoli per i medici che avrebbero preso servizio lì. Infatti è stato varato un provvedimento che prevede degli incentivi economici (fino a 6000 euro l’anno) per i medici che scelgono un’area disagiata.
Purtroppo, però, ciò non è risolutivo, per quanto importante ed encomiabile.
I problemi dipendono da un’impostazione e un insufficiente investimento di risorse da parte del Governo, ma anche da un sottoutilizzo dell’ambulatorio stesso, in cui il medico si trova a operare da solo. Questo comporta molti disagi e difficoltà. E allora, in attesa di un intervento multiplo ed efficace sulla sanità da parte di un Governo (certo non questo, visto come ha agito finora e come dichiara di proseguire), è indispensabile che si provveda a livello territoriale per incentivare la permanenza o la scelta dei territori disagiati. Come detto, la Regione, nell’ambito delle proprie competenze, ha fatto la sua parte con gli incentivi economici. Anche l’Amministrazione comunale, però, può fare molto di più, come è stata sollecitata più volte.
Nell’assemblea che citavo poco sopra, avevo personalmente dato dei suggerimenti alla Giunta serravallina, come rendere stabile la presenza degli assistenti sociali più volte alla settimana all’interno del distretto (frequenza che prima era consueta); collaborare con le associazioni di volontariato del territorio per organizzare, di concerto con ASL, un punto prelievi. È importante che il Comune si adoperi per organizzare servizi e attività in tal senso. Ciò renderebbe meno complesso il lavoro del medico di base.
Niente di tutto questo si è visto finora, nonostante le promesse. I cittadini di Serravalle non possono restare nuovamente senza un medico di base e non possono certo spostarsi ogni volta a Casalguidi, a 16 km di distanza.
C’è da investire molto di più nella sanità a livello nazionale, ma intanto il territorio e l’amministrazione comunale metta in campo ciò che è nel suo raggio d’azione per limitare al massimo i disagi.
Questo si chiede al Comune di Serravalle: non la fuga dalle proprie responsabilità o singolari invenzioni, ma idee, azioni, risorse. Il sindaco dovrebbe ricordare che è lui la massima autorità sanitaria locale sul territorio”.
Simona Querci, membro della Segreteria Regionale del Pd Toscana










