mercoledì, Settembre 9, 2026

Turismo: qualità e la competitività della Toscana turistica, i dati

FIRENZE – l 2024  e i primi mesi del 2025 confermano la qualità e la competitività della Toscana turistica, attestata dal gradimento del mercato internazionale. 

La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane, già in atto a partire dagli effetti della crisi del 2008, ma accentuata dal Covid e  dall’ondata inflazionistica del 2022-23, determina il protrarsi della debolezza della domanda interna; il 2024 segna il grande ritorno dei mercati asiatici e la persistenza della crescita dal continente americano; la Toscana affronta le sfide del cambiamento tecnologico e della sostenibilità del sistema turistico in un quadro geopolitico più complesso.

Il rapporto Irpet sul turismo in Toscana (https://www.irpet.it/rapporto-sul-turismo-in-toscana-la-congiuntura-2024-e-il-primo-quadrimestre-2025/) prova, poggiandosi su questi elementi, a fare un quadro della situazione nel 2024 e ad individuare il trend per i prossimi mesi. La presentazione oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Toscana nel 2024
Il 2024 è stato un anno positivo con un aumento degli arrivi del +5,9% e delle presenze del +4,1% rispetto all’anno precedente. È stato anche l’anno del definitivo recupero rispetto ai flussi pre-pandemia. Si accentua la contrapposizione tra mercato interno ed estero: all’aumento delle presenze straniere (+10,3%), in particolare dagli altri continenti (+17,5%) ma anche europee (+6,9%), fa da contraltare la diminuzione degli italiani (-3,4%) penalizzati dalla riduzione dei redditi reali. Diminuiscono i turisti dal Sud Italia ma anche dalle principali regioni del Nord, tradizionali clienti forti della Toscana.

I principali mercati nazionali e internazionali
La spinta maggiore esercitata dai mercati internazionali arriva dai paesi extra-europei (+17,5%), in particolare dall’Asia (+35,5%, pur mancando ancora oltre un quinto delle presenze 2019). Il mercato latino-americano ha segnato un +21,9% ed ha superato il livello pre-pandemia del +13,9%. Rilevante l’impatto di quello nord-americano (+13,6%) e superiore del 43% ai livelli 2019. Crescono anche il mercato dell’Europa occidentale (+6,5% e +15% rispetto al 2019), paesi scandinavi (+11,4%) ed Est Europa (+9,2%).

Destinazioni e prodotti turistici
Le principali città d’arte sono le mete preferite (+9,2%), in particolare l’area fiorentina (+11,6%). Ambiti d’arte e termali non hanno comunque ancora recuperato il dato pre-pandemia. Sempre trainata dal turismo internazionale è la crescita registrata nel 2024 dalle aree collinari (+3,1%) e montane (+3,6%). Meno positivo invece il dato delle destinazioni balneari (+0,6%): anche qui al dato negativo del turismo interno (-3,1%) si contrappone quello positivo del turismo straniero (+7,1%).

Tipologie ricettive
Segno positivo per l’alberghiero di fascia superiore, concentrato nelle città d’arte (presenze +3,7% nei 5 stelle e +3,2% nei 4 stelle). Penalizzate invece le strutture di fascia più bassa (-5,5% alberghi a 1 stella, -2,7% i tre stelle) e quelle relativamente più presenti lungo la costa e meta del turismo nazionale (case per ferie -14,8%, villaggi turistici -3%, campeggi -5,1%). Più contenuto rispetto agli anni scorsi ma soddisfacente il dato degli Agriturismi (+1,9%). Ad emergere è invece la crescita delle presenze nelle locazioni turistiche brevi non professionali (+64,4%) e professionali (+39,1%).

Il lavoro
Il sistema turistico regionale si conferma una filiera produttiva che genera lavoro per i toscani. Dopo un 2023 con un saldo positivo tra nuove assunzioni e cessazioni di oltre +16 mila contratti, anche il 2024 si caratterizza come un’annata di espansione seppur più moderata (+4.451 il saldo delle posizioni lavorative). Aumenta la quota del saldo dei contratti a tempo indeterminato e in apprendistato sul totale, che passa dal 27% del triennio 2017-2019 al 56% del triennio 2022-2024.

Primi mesi 2025
L’affievolimento graduale dei flussi nel 2024 e nei primi quattro mesi del 2025 indicano una stagnazione delle presenze (-0,4%), trend confermato anche a maggio. Il dato peggiore nelle aree balneari (-15%), in parte bilanciato da quello nelle città d’arte (+4%). Più stabili i flussi nelle aree di campagna (+ 0,2%) e in lieve regresso in quelle montane (-1,4%). Resta ancora forte la spinta della componente extra-europea (+9,2%), non solo nelle città d’arte. Flessione ulteriore dei flussi nazionali (-8,6%) a cui si aggiunge la riduzione degli europei nelle destinazioni costiere (-6,8%), in particolare dalle nazioni di lingua tedesca.

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