martedì, Settembre 29, 2026

Da Scarlino a Treppio in cerca delle origini

di Caterina Benini

TREPPIO – Beatrice Ramazzotti è una giovane donna di 49 anni che vive a Scarlino, in provincia di Grosseto. Insieme al marito Claudio, a metà giugno, ha deciso di trascorrere qualche giorno sulla montagna pistoiese con l’intento di visitare Treppio, una frazione del comune di Sambuca Pistoiese, da dove alla fine dell’800 un suo trisavolo era partito per cercare fortuna nella bassa Toscana.

Beatrice Ramazzotti, Treppio

Filippo Ramazzotti e la moglie Maria Totti ogni anno partivano per la Maremma con le pecore, come facevano molti della zona, perché a Treppio non c’erano tante possibilità, vivevano in povertà mangiando solo farina di castagne.

Filippo e la moglie Maria ad un certo punto della loro vita decisero di trasferirsi definitivamente e andarono a vivere a Scarlino.  Nel giro di qualche anno ebbero quattro figli. Il più grande fu Silvestro, conosciuto da tutti come Silvio, che ebbe un figlio, Sestilio, che ebbe un figlio, Claudio, il papà di Beatrice. In famiglia fin da piccola la giovane donna ha sentito parlare dal babbo e dal nonno di Treppio, sono stati tanti i racconti e gli aneddoti legati a quel paese di montagna. 

“Ero curiosa di conoscere Treppio e dare un’immagine ai tanti racconti che fin da quando ero bambina ho sentito raccontare in casa”, spiega Beatrice.  Così in un pomeriggio assolato di metà giugno, insieme al marito Claudio, arrivano a Treppio per la prima volta. 

Il circolino di Treppio

“Lo avevo sempre immaginato come un posto solitario, triste, quasi abbandonato, racconta sprizzante di gioia, invece, ho trovato un luogo bellissimo e subito mi sono sentita a casa”.

Con il marito sono andati al circolo della Pro Loco per un caffè, in cerca di qualche informazione.  Lì hanno trovato Renza che dietro il banco del bar li ha accolti con un sorriso come si usa fare in montagna con i forestieri, non senza un po’ di curiosità. Entrambe sono rimaste sorprese quando hanno scoperto di avere lo stesso cognome.  

Renza ha chiamato a raccolta tutti quelli che erano in zona e insieme hanno cercato di ricostruire con Beatrice la storia della sua famiglia. Bisogna andare molto indietro con la memoria, era la fine dell’800, tantissimo tempo fa, quando Filippo partì dal “Fiume”, una borgata fuori da Treppio in prossimità del bosco, diretto in Maremma. Dai racconti pare che morì nel 1930 a causa di un calcio di un cavallo.

Treppio

In paese non c’è più nessuno che possa testimoniare quegli anni ma grazie a Renza e a qualche treppiese che di cognome fa Ramazzotti, anche se non è presumibilmente parente di Beatrice, la giovane donna è riuscita a reperire qualche notizia.  Renza non ci ha pensato due volte e con la sua Panda 4×4 ha portato la coppia a vedere i luoghi dove probabilmente abitavano Filippo e Maria.

Qualche anno fa il padre Claudio era andato a Treppio sulle tracce del suo passato.  Quando Beatrice ha descritto quei luoghi a Renza, lei ha subito capito che si trattava della località “Il poggiolino”.

Arrivati sul posto Beatrice ha provato una sensazione di connessione intensa con il passato, come se i luoghi stessi custodissero i ricordi e le storie della sua famiglia di origine.

“Sentivo forte l’esigenza di conoscere le origini della mia famiglia, sono felice di averle trovate, non potrò scordare la mia prima volta a Treppio, sono rimasta folgorata da questo paese che sento mio”, ha detto Beatrice che non è andata a Sambuca Pistoiese per una vacanza o un’escursione ma per una ricerca, un ritorno ideale verso qualcosa che non conosceva, le sue origini.

Non era in cerca di prove storiche, né di alberi genealogici, era in cerca di quel senso di appartenenza, un legame profondo e personale difficile da descrivere a parole e tra le montagne pistoiesi che odorano di legna e di fresco, lo ha trovato.

Renza e Beatrice

“Quando è entrata al bar, ha detto Renza, si è presentata e ha detto subito che era in cerca di notizie sui suoi antenati, io ho avvertito una strana sensazione, come se ci conoscessimo da sempre”. 

Il marito di Beatrice è un noto tatuatore, dopo qualche giorno dal viaggio a Treppio, Beatrice si è fatta tatuare su un braccio il nome Treppio inserito tra il profilo dei monti. Un legame che è sulla pelle e nel cuore e che Beatrice non ha più intenzione di spezzare. “Tornerò presto, ha raccontato, felice di avere persone che mi aspettano, ho trovato nuovi amici e un posto dove sento di essere a casa”.

Beatrice è un’amante della natura, delle camminate all’aria aperta, della pace che certi posti sanno regalare. “Credo di aver capito tante cose di me dopo la visita a Treppio, ho dato nuova linfa a un legame che sembrava perduto nel tempo”.

“Ho sentito qualcosa di speciale come se si fosse parenti, racconta Renza con un velo di emozione, ho trovato in Beatrice qualcosa di familiare, al pensiero del momento in cui ci siamo conosciute ancora mi vengono i brividi”.

Renza è in contatto con Beatrice e non vede l’ora che torni a Treppio per passare del tempo insieme e scoprire nuovi angoli di questo paese capace di creare connessioni e regalare incontri speciali. Beatrice è arrivata a treppio in cerca del suo passato ed ha trovato un modo nuovo di scrivere belle pagine di futuro.

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