PISTOIA – Le truffe in danno di persone anziane sono ormai un fenomeno diffuso in tutte le province nazionali. Nel territorio della Provincia di Pistoia le segnalazioni dei cittadini vittime di raggiro, consumato o tentato, si registrano con frequenza.
La casistica delle tipologie è molto ampia, tra le più ricorrenti si registra la truffa del finto carabiniere e del finto avvocato. L’attenzione e l’impegno messi in campo dalla Polizia hanno permesso di ricostruirne il modus operandi, uno schema collaudato e replicato nel tempo.

E’ per questo motivo che la Polizia di Stato scende in campo accanto agli anziani per dire basta alle truffe. Al via sul sito e sui canali social della Polizia di Stato una nuova campagna di sensibilizzazione con uno spot televisivo e social per informare i cittadini su un fenomeno ancora molto diffuso.
Questa mattina in Questura a Pistoia, il dirigente della Squadra Mobile, commissario capo Veronica Brustenghi, ha evidenziato come l’attività di prevenzione sia importante quanto l’attività di repressione portata avanti dalla Polizia.
“Le truffe, i raggiri, sono un fenomeno che non può essere contrastato solo con la repressione ma è importante anche la prevenzione. Le truffe, come quelle in abitazione con la tecnica del finto carabiniere o appartenente alle forze dell’ordine, vanno a colpire le persone nel loro intimo” ha sottolineato il dirigente.
È stato riscontrato che all’origine di questi eventi delittuosi c’è un gruppo di persone che agisce da una base, quasi sempre fuori dalla provincia, i cui appartenenti approcciano telefonicamente le vittime da raggirare, le quali vengono indotte a consegnare denaro e preziosi dopo aver ingenerato in loro un grave pericolo immaginario dei propri cari o l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’Autorità.
Le vittime vengono contattate telefonicamente, l’interlocutore simula di essere un appartenente alle Forze dell’Ordine o un avvocato, ingenerano in loro un grave pericolo immaginario convincendole a consegnare denaro e gioielli al finto appartenente alle Forze dell’Ordine o assistente legale (in realtà un complice esecutore materiale del raggiro) che a breve si presenterà alla loro porta.
Mentre avviene questa attività di approccio telefonico nei confronti delle vittime, sul territorio sono già presenti i complici, i quali hanno il compito di raggiungere velocemente le abitazioni delle persone da raggirare, farsi consegnare soldi e preziosi per poi lasciare la città.
Il consiglio rivolto è quello di evitare di aprire la porta a persone sconosciute, anche qualora dovessero qualificarsi come ipotetici poliziotti, carabinieri, avvocati, funzionari INPS o tecnici/dipendenti di aziende pubbliche i quali, come noto, non incaricano dipendenti a riscuotere a domicilio somme di denaro o altro. In caso di telefonata sospetta contattare immediatamente le forze dell’ordine all’112NUE per denunciare e segnalare e nel contempo anche un familiare.







