di Caterina Benini
PISTOIA – Circa 80 i ragazzi, divisi in due pullman, partiti da Pistoia il 25 luglio per raggiungere Roma e partecipare al Giubileo dei giovani. Dopo una sosta di tre giorni ad Assisi, sono arrivati nella capitale il 28 luglio e fino a domenica 3 agosto hanno condiviso, preso parte e assistito a tutti gli eventi in programma del più atteso e partecipato appuntamento giubilare dell’Anno Santo 2025.

Centinaia di migliaia di ragazzi, provenienti da 146 paesi, hanno invaso Roma che li aspettava a braccia aperte, per il primo giubileo di Papa Leone XIV. I ragazzi pistoiesi accompagnati da don Diego e don Ugo hanno preso parte ai tanti momenti di preghiera, condivisione e spiritualità del Giubileo con un investimento emotivo profondo per quest’esperienza unica.
È stata una settimana di festa, spiritualità, riconciliazione e condivisione con un forte accenno alla Pace. Papa Leone XIV ha detto, in più occasioni ai tantissimi ragazzi presenti, di non avere paura di accogliere l’invito della Chiesa e di Cristo a rispondere con entusiasmo alla Sua chiamata. Ha sottolineato che la giovinezza è un periodo di vigore, sincerità e gioia e che i giovani devono farsi portatori di speranza. È con questo spirito che i giovani pistoiesi, molti volontari della Fondazione Maic e studenti del liceo Forteguerri, hanno affrontato questa settimana di incontro.

Con grande gioia, qualche mese fa, era stata appresa la notizia che nel calendario degli eventi giubilari era stato inserito lo spettacolo sulla vita di Edith Stein, filosofa e martire morta ad Auschwitz il 9 agosto del 1942, andato in scena al teatro Bolognini a Pistoia, scritto e diretto da Emma Tesi con la collaborazione di Andrea Landini e Silvia Rinaldi. Il 30 luglio, nel primo pomeriggio, nella suggestiva Basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma, gli attori pistoiesi hanno replicato lo spettacolo dal titolo “Chi sei dolce luce?” sotto lo sguardo attento di altri giovani e molte delegazioni di ragazzi diversamente abili.
Lo spettacolo è stato un successo, molto apprezzato e applaudito. Per Emma Tesi, la giovane regista, la conferma dell’ottimo lavoro svolto. Dopo le repliche al Bolognini quella romana era la terza volta che la storia andava in scena ed è stata affrontata da tutti gli attori con una maggior consapevolezza, entrando ancora di più nel vivo dei personaggi.
“Tutti i recitanti hanno riscoperto il proprio ruolo, racconta Emma Tesi, ne hanno colto sfumature nuove e l’interpretazione è stata di alto livello”.
A rendere ancora più evocativa la storia è stato il luogo così particolare e spirituale. La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini con i suoi giochi di luci ed ombre e un’acustica perfetta, ha avvolto tutti di una magia nuova, creando un’atmosfera coinvolgente e toccante.

Silvia Rinaldi, che ha interpretato Edith da giovane, ha spiegato di essere entrata ancora di più nella parte grazie all’ambiente magico e di aver scoperto tratti della filosofa martire che prima le erano sfuggiti.
“Mi sono sentita ancora più vicina a lei in questa esperienza giubilare”, ha detto Rinaldi, emozionata al solo ricordare quel pomeriggio. I giovani hanno potuto vedere (una volta anche da molto vicino) Papa Prevost ed ascoltare i messaggi che ha lasciato ai ragazzi con la speranza di costruire ponti di pace e fratellanza. Silvia ed Emma hanno riportato l’esperienza giubilare come l’occasione preziosa di incontro tra ragazzi, anche con i più piccoli della Fondazione presenti nel viaggio, tessendo nuovi rapporti di fratellanza e unione.
Tra i momenti più significativi e carichi di emozioni c’è stato l’incontro con Papa Leone XIV in San Pietro. Dopo il discorso del cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dopo l’omelia in occasione della celebrazione “Tu sei Pietro” c’è stato l’invito allo scambio della pace che ha visto moltissimi dei 40 mila ragazzi provenienti da tutto il mondo, lasciarsi andare a pianti e abbracci in uno spirito di fratellanza e comunione.
“Questi eventi ci fanno cogliere una grazia che viene dall’alto, ha commentato don Diego Pancaldo, e ci toccano profondamente”. Con questa speranza i giovani sono rientrati a Pistoia consapevoli che la fine del pellegrinaggio coincide con l’inizio reale di un ritorno alla missione quotidiana con i cuori pieni di speranza. “Questo giubileo è stato un evento di grazia, ha commentato Don Diego, la grande commozione ha generato amicizie profonde che i ragazzi disabili hanno sollecitato”.
Don Diego Pancaldo ricorda i tanti momenti di forti emozioni che ci sono stati ad Assisi e a Roma che hanno portato i giovani a commuoversi ed a riscoprire il sacramento della confessione. “Dopo le lacrime e gli abbracci in piazza San Pietro molti hanno sentito il bisogno, nei giorni dopo, di confessarsi segno che certe emozioni non erano superficiali, provvisorie ma profonde, qualcosa di più grande di noi ha prodotto tutto questo”.
Don Diego e Don Ugo il venerdì pomeriggio hanno confessato circa settanta ragazzi, ore ed ore di confessioni, alcuni di loro era dalla cresima che non si avvicinavano a questo sacramento. “Qualcosa di inaspettato e insolito, ha dichiarato Don Diego, il messaggio di Papa Leone XIV è stato ascoltato: l’amicizia di Cristo, il non accontentarsi dei surrogati, la scoperta della verità e della bellezza, i cuori dei giovani sono alla ricerca nell’incontro con Cristo, amico che non delude mai”.







