mercoledì, Settembre 9, 2026

Indagini della Procura. Marco Niccolai diffamato: “Non mi farò intimidire”

PISTOIA – La Procura della repubblica di Pistoia considera il consigliere regionale Marco Niccolai persona offesa di reato in un procedimento penale in cui i magistrati ipotizzano il reato di diffamazione aggravata ai danni dell’esponente politico del Pd.

Marco Niccolai

“Vedremo quali saranno gli accertamenti in sede giudiziaria – commenta Niccolai -, intanto, però, sono amareggiato perché, dopo che due persone sono state oggetto di decreto penale di condanna per diffamazione aggravata ai miei danni, la storia si ripete. Ancora troppe persone, infatti, fanno finta di non sapere che l’uso di determinate affermazioni sui social network o su applicazioni di messaggistica può configurare una forma di diffamazione che la giurisprudenza parifica a quella mezzo stampa. Inoltre fanno finta di non sapere che ci sono profili sia penali che civili in determinate affermazioni e che dunque possono esserci sia azioni penali che civili”.

Niccolai fa anche una considerazione politica: come mai si ritrova in questa condizione a poche settimane dalle prossime elezioni regionali: coincidenze?, si chiede

La diffamazione è qualcosa che va oltre il democratico e sacrosanto confronto politico, che può essere anche acceso ma che non può mai degenerare in campagne di discredito, offesa e attribuzione di fatti falsi. Un giudice ha già certificato che il consigliere regionale è stato vittima di questo reato.

“Purtroppo in questi anni -riflette Niccolai – mi sono reso conto che questa degenerazione della convivenza civile e del dibattito pubblico sta contagiando troppi ed è trasversale, sia dal punto di vista politico, che di età e che di provenienza sociale. Questo è il dato più preoccupante che questa esperienza mi ha insegnato: la lotta politica diventa sempre di più fondata sul discredito della persona altrui, non sulle sue idee. Questo è inaccettabile. È chiaro che questa è anche una forma velata di intimidazione: chi non prende posizione su certi fatti o non assume iniziative politiche nette e radicali, come ho scelto di fare io in questi anni di impegno, ha un rischio assai minore di incorrere in questi ‘problemi’. Questi comportamenti hanno un messaggio indiretto: quello che conviene esporsi meno, magari che non è utile mettere in discussione assetti consolidati di piccolo e grande potere, così magari nessuno ti screditerà sulla pubblica piazza. Proprio per questo c’è tolleranza zero da parte mia di fronte a tutto questo, perché costituisce una lesione all’esercizio dei miei diritti di cittadino e dei miei doveri di amministratore pubblico. Invito tutti coloro che vivono o hanno vissuto la mia esperienza a denunciare: la violenza verbale, sia di persona che a mezzo social, va contrastata con i mezzi che la legge ci offre, a tutela nostra e come esempio per tutti coloro che, vittime di questo moderno “squadrismo”, pensano che sia inutile informare le autorità competenti. Non è assolutamente inutile invece. Noi andiamo avanti”.

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