di Marzio Dolfi
PISTOIA – Don Biancalani non è più parroco di Vicofaro. Senza atti resi pubblici il Vescovo di Pistoia Fausto Tardelli ha destinato il parroco che ha gestito per una decina di anni il Centro di accoglienza nella parrocchia della Chiesa di Santa Maria Maggiore ad altro incarico. A don Massimo non viene affidata nessuna altra parrocchia in provincia, ma viene “promosso” alla direzione dell’Ufficio missionario diocesano. Una soluzione che la Chiesa pistoiese sceglie per cancellare una esperienza scomoda, che aveva seguito passo passo le indicazioni di Papa Francesco, che vedeva la Chiesa come “ospedale da campo”, mettendo i problemi dei migranti al centro della sua azione.

Una scelta che viene ora ‘disinnescata’, cancellando la figura che la ha personificata a Pistoia e che è sempre stata al centro di polemiche e scontri politici.
La notizia del provvedimento preso nei confronti di don Massimo Biancalani è stata diffusa ieri sulle pagine de “Il Manifesto”: “la decisione del Vescovo Tardelli– scrive il giornale ripreso poi da altri quotidiani – è di pochi giorni fa e riprende una consuetudine clericale piuttosto diffusa nelle curie, di una rimozione camuffata da promozione (promoveatur ut amoveatur)”.
Una esperienza dunque che si chiude in modo definitivo, dopo gli attacchi arrivati al parroco ‘ribelle’ soprattutto dalla destra e dalla parte più ortodossa della Chiesa.
Il punto di rottura è arrivato nello scorso giugno quando il Sindaco Tomasi emette una ordinanza di sgombero. Comincia lo svuotamento della parrocchia con il trasferimento di un centinaio di migranti in altre strutture messe a disposizione dalla Caritas. Nei primi giorni di luglio la Polizia in tenuta antisommossa entra poi nei locali della Chiesa e mette fine alla storia di Vicofaro: vengono sgomberati gli ultimi quattro ospiti. Ora la scelta che punta a cancellarne le tracce e a fare in modo che una esperienza considerata in qualche modo fuori dalle norme della Chiesa possa ripetersi.







