mercoledì, Settembre 9, 2026

Indignazione per il piano di Netanyahu di deportare un milione di palestinesi

PISTOIA – Il Coordinamento provinciale “Scuole per la Palestina” esprime la propria angoscia e la propria indignazione di fronte al piano di Netanyahu che prevede l’occupazione totale di Gaza City con la deportazione di oltre un milione di palestinesi. Dopo 22 mesi, lo sterminio non si ferma, anzi mira alla “soluzione finale”, alla piena realizzazione del progetto sionista “Palestina senza Palestinesi”. Ricordiamo i dati spaventosi: dal 7 ottobre 2023, oltre 100.000 tonnellate di esplosivo sganciate su Gaza (la metà delle quali fornita dai paesi europei); più di 80mila gazawi uccisi, e tra loro più di 18mila bambini; centinaia di morti per fame; decine di migliaia di bambini in condizione di malnutrizione acuta, feriti, mutilati, orfani; giornalisti ammazzati per spegnere ogni voce e ogni immagine di Gaza; e infinite altre atrocità, tra le macerie a perdita d’occhio e i cecchini che sparano a chi aspetta in fila per ore un po’ di cibo. Di fronte a un orrore che sembra non avere fine, l’Unione Europea non impone sanzioni né sospende l’accordo di associazione con Israele; e non mancano anzi le repressioni nei confronti di chi protesta contro il genocidio né mancano – addirittura – i progetti di vietare ogni forma di manifestazione di solidarietà con il popolo palestinese e di critica verso la carneficina che prosegue.

Noi docenti delle “Scuole per la Palestina” – mentre rinnoviamo il nostro impegno ad agire ancora pubblicamente contro la violenza e la ferocia che sempre vengono scatenate contro i bambini, le donne e gli uomini palestinesi – torniamo a chiedere, insieme a tutte le forze di pace e di giustizia, che l’Europa e l’Italia smettano di essere complici del genocidio, cessino di fornire armi nonché qualsiasi forma di ausilio militare, tecnologico, economico, che interrompano ogni forma di sostegno al governo criminale di Natanhyau e applichino le più severe sanzioni; che le istituzioni locali intraprendano azioni visibili di solidarietà nei confronti della Palestina (per limitarsi a un esempio: attivando gemellaggi con città e villaggi palestinesi); che tutte le persone di pace e buona volontà aderiscano alle campagne di boicottaggio e disinvestimento promosse dalle associazioni pacifiste, propongano e partecipino alle iniziative che – in tutto il mondo e anche nel nostro paese – si moltiplicano affinché sia ripristinato il diritto internazionale e abbiano termine le distruzioni, i massacri, l’annientamento del popolo di Palestina.

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