di Alberto Vivarelli
PISTOIA – La direzione provinciale del Partito Democratico ha indicato i candidati pistoiesi alle prossime elezioni regionali: Simonetta Bartoletti, Antonella Cotti, Simona Querci, Chiara Cardelli, Valerio Bandini, Bernard Dika e Riccardo Trallori, sono i nomi del listino pistoiese. Le proposte saranno trasmesse alla direzione regionale del Pd che, come previsto dal regolamento, dovrà definire la lista finale (composta da tre donne e da tre uomini) e individuare la figura del capolista.
L’esito delle consultazioni interne darebbe Riccardo Trallori in netto vantaggio sia su Dika che su Querci.

Nessuna deroga per Marco Niccolai e Federica Fratoni, per loro sarebbe stato il terzo mandato.
“Il partito – si legge in una nota del Pd – ha espresso in modo unanime un sentito ringraziamento ai consiglieri regionali uscenti per aver rappresentato il territorio con capacità e impegno, nonché per la correttezza con la quale hanno rispettato lo statuto PD che limita a due i mandati elettivi”.
Le sette proposte sono scaturite al termine di un percorso di consultazioni individuali da parte del segretario provinciale Marco Mazzanti, tutte verbalizzate.
“L’obiettivo – spiegano – è stato ascoltare le istanze territoriali e istituzionali, coinvolgendo sia i segretari comunali che gli amministratori del PD, ovvero i soggetti che animano e fanno vivere il partito a livello locale. Nello specifico sono stati consultati i 19 segretari di Unione comunale del Partito Democratico; 7 sindaci iscritti al Partito Democratico; 3 capigruppo nei Comuni in cui il Partito Democratico è opposizione; 2 consiglieri regionali uscenti; il parlamentare eletto nel territorio provinciale; il segretario dei Giovani Democratici; la portavoce delle Donne Democratiche.
Sono stati trasmessi al partito regionale anche i nominativi delle consigliere comunali di Pistoia Irene Bottacci e Stefania Nesi benché, durante le consultazioni, abbiano ottenuto un numero di citazioni inferiore.
Adesso la palla passa alla direzione regionale. Seguiranno le indicazioni del partito locale o faranno valutazioni diverse nelle scelta del capolista – come “suggerisce” qualche quotidiano -, sfidando il Pd pistoiese? Vedremo.
Adesso il quadro è più chiaro, ma in questa tornata elettorale in ballo non ci sono solo i posti (ambìti) in consiglio regionale, la partita pistoiese è ben più complessa: guarda alle comunali del 2026 e alle vicende valdinievoline dove si cerca di giocare una gara che punta a destabilizzare il governo di Pescia. Perché Facebook a volte è come la sfera della maga: metti insieme i commenti e capisci da che parte tira il vento.
Federica Fratoni ha annunciato che farà un passo di lato, non indietro e in politica la differenza non è di poco conto. Farsi di lato vuol dire rimanere dentro il Pd con un ruolo di peso, cioè orientare in qualche modo le scelte dentro e fuori il partito. E ha annunciato che appoggerà il giovane Dika. Visti i risultati delle ultime consultazioni elettorali della consigliera regionale, non sappiamo quanti voti possa portare in dote.
Insieme a lei c’è molta Valdinievole: quella degli ex Pd (amministratori, vecchi e meno vecchi), dei renziani doc, e di importanti esponenti di Italia Viva, come Edoardo Fanucci consigliere comunale di opposizione al Comune di Montecatini e Libero Loviezzo, assessore a Monsummano (i loro post su Instagram, sono indicativi). Molti di questi amministratori ed ex tali, sussurrano di essere pronti a rientrare nel Pd, ma non in questo Pd. Attendono solo che qualcuno apra loro la porta. Il disegno è chiaro, partendo da Roma per finire alle periferie. Italia Viva è sotto la soglia della sopravvivenza, di questo passo rischia l’estinzione: meglio tornare alla casa madre, magari evitando di cospargersi il capo di cenere. Si tratta di capire chi sarà il portiere perché è certo che qualcuno ha già la mano sulla maniglia.
Tra le novità, sempre in Valdinievole, la nascita di un’associazione politica, “Progressisti per la Valdinievole” guidata dall’ex sindaco di Ponte Buggianese, Pietro Neri (tra i promotori; Renato Ferretti, Mila Cortesi, Helga Bracali, Antonio Piacentini, Leonardo Magnani, Fiorella Grossi, Antonio Abenante, Ilaria Di Maina e molti ex Pd). La nascita di questo soggetto politico – perché tale è – a poche settimane dalle elezioni, qualche dubbio lo fa venire. Sabato 6 settembre (presentazione a Montecatini, alle 11 alla Cascina Egea), ne sapremo di più.
Trallori può contare sull’appoggio del consigliere regionale uscente Marco Niccolai e di alcuni amministratori come il sindaco di Pescia, Franchi, quello di Uzzano Cordio, Gilda Diolaiuti sindaca di Pieve a Nievole, ma anche di numerosissime persone della cosi detta società civile.
Dalla parte di qua del Serravalle, la questione è un po’ più complessa. La Giovanile del Pd pare schierata dalla parte di Dika, ma ci sono defezioni. Il resto è la rappresentazione delle opportunità e degli interessi politici: gli avversari di ieri, oggi diventano compagni di cordata seguendo lo schema classico della politica dei posti e non delle cose. Oggi ci si tura il naso davanti a comportamenti che alcuni anni fa avrebbero fatto gridare allo scandalo. Si digerisce tutto. Perché ormai il potere si esercita nelle istituzione, non più nei partiti. Nella prima Repubblica gli eletti, sindaci e assessori compresi, rendevano conto al partito delle loro azioni e delle loro scelte, adesso sono i partiti ad assecondare gli eletti che possono fare il bello e il cattivo tempo, dentro e fuori dai partiti.
E la questione morale viene rispolverata solo in occasione di qualche anniversario, come i santini.







