mercoledì, Settembre 9, 2026

Vergato. Le priorità del sindaco sono mobilità, collegamenti e sanità

di Giacomo Martini

VERGATO – Dopo gli incontri con i sindaci di Gaggio Montano e Sambuca Pistoiese, è la volta di Vergato, da sempre il centro commerciale più attivo della valle del Reno, la porta di ingresso, con il comune di Marzabotto, dell’Alta valle del Reno, una cerniera geopolitica che ci introduce alle questioni strutturali e politiche più significative e alle contraddizioni più evidenti che vivono questi territori.

Giuseppe Argentieri

Il tema da cui partiamo è quello di carattere socio-sanitario, anche perché da poco il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri (lista civica di centro-destra) è anche presidente del Distretto socio-sanitario dell’Appennino Bolognese ( 12 comuni ) per quanto concerne i servizi sociali.

La prima questione riguarda la riduzione dei servizi socio-sanitari nell’Alto Reno, cominciare dagli ospedali di Vergato e Porretta.

E’ un disegno che risale al 2005 sotto il governo del sindaco Sandra Socci con cui si avviò il processo di centralizzazione della sanità verso la città. Si trattava di una questione di numeri che venivano ritenuti non sufficienti. Non comprendendo che la sanità non può essere mera ragioneria, ma che si differenzia da territorio a territorio. Non tenendo conto dei limiti di personale, dei nuovi insediamenti, dei sostegni alle piccole e medie imprese artigiane e di tutto ciò con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno. Non esistono politiche di sostegno dei servizi sociali.

E l’Unione dei Comuni?

Non esiste la volontà politica e sociale perché l’unione sia parte integrante e operativa con i Comuni e non come accade oggi che ci si muove come due corpi separati. L’Unione non ha fondi propri, ma vengono trasferiti dai comuni e non deve lavorare in proprio.

Parliamo della mobilità, elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo di tutto l’Alto Reno a cominciare da Vergato.

Per ferrovia e statale Porrettana, non ci sono investimenti. Tre ospedali, aree industriali importanti, servizi pubblici essenziali come le scuole necessitano di una rete moderna ed efficiente, senza dimenticare la connessione internet forse più importante delle strade. Queste criticità gravano fortemente sul turismo. Che senso ha avuto investire sul Corno alle Scale quando puoi andare in Trentino in meno tempo? Sai quando parti, ma non sai quando ritornerai. Esigenza prioritaria è la bretella che scaricherebbe molto traffico dalla Porrettana. Senza dimenticare il dissesto idrogeologico. Noi abbiamo anche una viabilità lungo le valli, ma mancano i collegamenti tra le valli. Abbiamo riattivato il pulmino da Tolè a Vergato, che oggi ha 8 mila abitanti ed è il più popoloso da Sasso Marconi a salire il Reno. Arriveremo a 18 milioni di investimenti per viabilità, dissesto, scuole, recupero edifici .

Altra questione molto importante che vede Vergato al centro dell’attenzione è l’emigrazione

Ospitiamo la più alta percentuale di stranieri dopo Bologna, terzi nella classifica con il 13-14%. Marocchini e rumeni la maggioranza, sono il 50% nelle scuole, molte le famiglie sono in difficoltà. Il costo di sostegno per questa realtà è molto alto per scuola e sanità.

Torniamo alla sanità e alla questione ospedale dopo avere confermato la politica di centralizzazione dei servizi nella città metropolitana.

Il CAU funziona, è diverso dagli altri, ma offre maggiori servizi. Sono stati annullati i finanziamenti per 80 milioni di euro a copertura del servizio privato. Gli ospedali di Porretta e Vergato sono due poliambulatori e devono fare i conti con i numeri. Vergato da sempre è un centro di servizi per cui la viabilità rappresenta un nodo fondamentale come ho già ricordato. La Città Metropolitana non può continuare ad aprire gli studentati in città ma favorire i servizi nell’hinterland: Marzabotto, Vergato. E sempre a proposito di servizi ricordo che ben 700 ragazzi vengono nelle scuole di Vergato, realtà che ci obbliga a costruire un supporto di servizi per il gioco, lo studio, lo sport. Un grande impegno da parte nostra che ca ad aggiungersi a quello per gli anziani.

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