mercoledì, Settembre 9, 2026

Giancane in concerto a Sesto: l’estate “magggica” di un tempo tragico

SESTO FIORENTINO – Quella che si avvia alla conclusione è stata un’estate “magggica” (proprio così, con ben tre “g”) di vacanze e divertimento, inserita in un mondo impazzito fra guerre, massacri di civili, una politica cinica e irresponsabile, una società sempre più ipocrita e disumana.

Sul palco del festival Liberi Tutti di Sesto Fiorentino arriva Giancane, impegnato nel fitto tour “Estate Magggica” dal nome del suo ultimo singolo, pubblicato lo scorso mese di maggio, che anticipa l’uscita del nuovo album, il quarto in studio, prevista per la primavera del prossimo anno.

Giancane sul palco del Festival Liberi Tutti di Sesto Fiorentino (foto di Riccardo Agostini)

“Viviamo una fase drammatica – ci racconta a margine del concerto – le notizie che arrivano dal mondo e in particolare da Gaza ci fanno rabbrividire, se stiamo zitti siamo tutti responsabili, nel nostro piccolo ci dobbiamo mobilitare, far sentire la nostra voce e cercare di smuovere le coscienze. Il titolo del brano è volutamente ironico, è un mettere in contrapposizione l’immagine leggera e spensierata delle vacanze estive con i problemi e i drammi che ci circondano. Perché nei video delle mie canzoni che parlano dell’estate ci sono sempre scivoli d’acqua e montagne russe? In realtà questi sono divertimenti di cui ho grande paura, quindi è un modo per esorcizzare i miei timori: e poi le montagne russe possono essere viste come una metafora della nostra vita, in un continuo alternarsi fra alti e bassi, e anche di un mondo contemporaneo che sembra impazzito”.

Sul palco è andato in scena il solito concerto-show del cantautore romano, ex chitarrista del Muro del Canto, che dal 2014 ha intrapreso una carriera solista ed è giunto oggi a una certa notorietà soprattutto grazie alle colonne sonore delle due serie animate (“Strappati lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”) realizzate dall’amico Zerocalcare per la piattaforma Netflix. Con lui, l’ormai storica “band” composta da Michele Amoruso, Claudio Gatta, Guglielmo Notari e Alessio Lucchesi, non semplici musicisti “di accompagnamento” ma autentici co-protagonisti del concerto, che in più occasioni interagiscono con Giancane con gag, scherzi e battute.

Quello cantato da Giancane è un mondo ora drammatico e ora ironico, ma sempre attraversato da un forte sarcasmo e da una visione disincantata della realtà, che tuttavia rendono il cantautore romano impegnato dal punto di vista sociale e civile, nonché estremamente sensibile verso i problemi e le criticità che segnano le relazioni umane e la società contemporanea.

Cantore delle nostre contraddizioni, dei nostri desideri repressi e delle piccole o grandi manie quotidiane, Giancane in molti brani sfodera l’arma dell’autoironia per prendere in giro innanzitutto se stesso, creando all’istante una connessione e un sentimento di empatia con il pubblico che lo ascolta.

Chi non ha mai criticato o biasimato certi comportamenti pieni di astio o di egoismo tipici dei “vecchi di merda” (titolo di una delle sue canzoni più amate), salvo poi, diventato anziano, finire per agire alla stessa maniera? Chi non ha mai pensato di trascorrere le vacanze estive in luoghi alternativi e in destinazioni meno conosciute e frequentate, per poi ritrovarsi inevitabilmente a trascorrere “la stessa estate” (altro brano molto apprezzato dal pubblico) nelle più note località di villeggiatura del Belpaese? Chi continua a provare nostalgia verso gli scintillanti anni Ottanta, salvo non rendersi conto delle ipocrisie e dei falsi miti di quel periodo?

Attraverso il sarcasmo e il gusto del paradosso Giancane si diverte a smitizzare, ridicolizzare e mettere a nudo certi luoghi comuni del nostro vivere quotidiano, grazie anche alla sua capacità di affrontare temi drammatici e seri, come per esempio la droga o l’eutanasia, con una vena di straordinaria leggerezza. E anche il suo uscire dalle convenzioni e il dare vita a improvvisazioni estemporanee che nascono direttamente sul palco e sul momento insieme alla sua band, consentono a Giancane di stabilire una connessione e un’empatia istantanee con il suo pubblico, che anche durante il concerto di Sesto si è mostrato partecipe e coinvolto, applaudendo e scandendo i brani con vero entusiasmo.

Da “Uomo” a “Una vita al top”, da “Limone” a “Ipocondria”, da “Ansia e disagio” a “Hogan blu” (con “dedica” al generale Vannacci…), è stato un viaggio di un’ora e mezzo nella musica e nel mondo di Giancane, che, aiutato dal pubblico, ha cantato anche alcuni tra i singoli di maggior successo, come l’ormai celebre “Vecchi di merda” e la sarcastica “Sei in un Paese meraviglioso”.

Da segnalare anche la cover di “Acà Toro”, pezzo iconico dei Punkreas del 1995 (all’interno del loro album “Paranoia e potere”) e uno dei “manifesti” del punk rock italiano degli anni Novanta, che Giancane ha ripreso e riarrangiato proprio dopo un concerto a Roma insieme alla band milanese. “È nato tutto per caso – racconta – anche se non faccio punk ho sempre apprezzato i Punkreas, conosco a memoria Paranoia e potere, sono amici e dopo un evento insieme ci siamo fermati a parlare e abbiamo deciso che dovevamo collaborare insieme e fare qualcosa, anche per celebrare i trent’anni dall’uscita di questo disco straordinario”.

Una serata di musica, ironia e divertimento, ma anche di forte impegno politico e civile: più volte è stato ricordato il dramma che sta vivendo la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e non solo, lo stesso Giancane ha portato e sventolato sul palco una bandiera palestinese, ribadendo il proprio sostegno a chi sta portando avanti con coraggio iniziative umanitarie e parallelamente condannando l’inerzia dei governi europei e la giustificazione di azioni criminali compiute a danno dei civili.

L’estate “magggica” di Giancane continua con le ultime date del suo tour e il cantautore romano sarà di nuovo in Toscana il prossimo 13 settembre in concerto a Cecina.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI