EMPOLI – Ieri sera al Beat Festival nel Parco di Serravalle di Empoli, il Main Stage era già gremito dal primo pomeriggio, con addirittura alcuni fan più irriducibili che avevano preso posto fin dalla mattina.
Al calare del sole, un fiume di mani alzate, di telefoni pronti a registrare preziosi ricordi, riempiva la zona concerto. Mentre gli occhi del pubblico erano puntati tutti verso quel palco che da lì a pochi minuti sarebbe stato tutto tranne che vuoto e silenzioso.

Quando Capo Plaza è entrato, non c’è stato bisogno di presentazioni. Dal pubblico è esploso un fragoroso boato che lo ha accompagnato fino al saluto a bordo palco.
Luca D’Orso non si è limitato a salire sul palco: ci è entrato come si entra in casa propria. Camminata sicura, saluta Empoli e il pubblico da sold-out con un cenno ed attacca subito con “Giovane fuoriclasse”. Il beat è profondo, le luci lo rincorrono, e la sua voce, roca, vissuta, si infila tra le persone come una lama gentile. Non è solo musica, è racconto. Ogni barra è un pezzo di strada, ogni ritornello è un tatuaggio emotivo sulla pelle e sotto di essa.

La scaletta ripercorre la storia dell’artista salernitano, troviamo tra le tante canzoni “Acqua passata” che arriva come una dichiarazione. Dove il pubblico la canta tutta, parola per parola, come fosse un mantra. Plaza sorride, si ferma, lascia che siano loro a portare avanti il pezzo e lo farà ancora su innumerevoli altri brani in un simbolico scambio di ruoli. Istanti dove, il palco non è più là sopra, ma è diventato l’intero Parco di Serravalle.
Altri brani iconici vengono condivisi con il pubblico: “Tesla”, “Borse Hermès”, “Nisida”. Ogni brano è una scarica, ma anche una carezza. C’è chi piange, chi salta, chi resta immobile con gli occhi chiusi.
Capo Plaza non cerca di impressionare, cerca di connettersi. E ci riesce. Con naturalezza, con rispetto, con quella sincerità che non si può fingere.

Il concerto scorre toccando le tappe del suo percorso artistico, da quelle più note a quelle più di nicchia. Capo Plaza non si limita solo ad esibirsi ma è sempre attento al suo pubblico sia per consolidare ancora di più il legame con i suoi fan presenti, con parole e ricordi, che nell’interrompere il concerto quando dal palco notava situazione dove era richiesto l’intervento dello staff di sicurezza per aiutare il suo pubblico. Accertandosi sempre dello stato della situazione prima di proseguire. Un’attenzione che parla di quanto sia grato a chi lo segue con tanto affetto e della voglia di ricambiare con una serata indimenticabile.
Non è una cosa scontata e il pubblico lo sente. Lo capisce. Lo vive.
L’ultima parte è pura adrenalina con “Vetri neri” e “Capri Sun” porta verso la chiusura del cerchio. Il beat spacca, le luci impazziscono, il pubblico è un’onda, dentro e fuori dal Parco visto che ormai anche le collinette circostanti sono sovrastate da centinaia di fan.
Capo Plaza guarda tutta questa folla e sorride, come a dire “Empoli, sei fantastica”.

Terminate le note, si accendono le luci sul pubblico, mentre Capo Plaza e il sempre presente Dj e Beatmaker AVA si avviano dietro le quinte dopo i lunghissimi saluti, lasciando dietro di sé un’eco che durerà giorni.









