PISTOIA – Oggi, 16 settembre, sciopero del personale AUPP (Ufficio per il processo) del Tribunale di Pistoia. Una mobilitazione per chiedere la stabilizzazione di tutto il personale precario del Ministero della Giustizia.
Con l’adesione allo sciopero il personale- spiega in un comunicato – intende manifestare il “malcontento rispetto alla decisione del Ministero di procedere alla stabilizzazione di sole 6.000 unità a fronte di un esercito di ben 11.946 precari attualmente in servizio con conseguente importante scopertura di organico”.
A questo, continua il comunicato, si aggiunge che ad oggi il Ministero non ha ancora fornito i criteri sulla base dei quali procedere alla stabilizzazione del contingente di 6.000 unità.
“Tali incertezze non fanno che alimentare ulteriormente il senso di frustrazione di tutto il personale PNRR nonché il malcontento sul posto di lavoro. Trattasi, a ben vedere, di personale precario composto da Funzionari AUPP, Funzionari tecnici Specializzati in diverse
qualifiche, Data Entry, che ogni giorno, all’interno di uffici giudiziari del territorio nazionale contribuiscono con impegno, dedizione e professionalità, a garantire il buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale come la giustizia” spiegano.
“Più precisamente, si tratta di svolgere le più disparate attività e funzioni: svolgimento di attività di udienza, redazione delle bozze di sentenze, servizio di front office, irrevocabilità ed esecuzione delle sentenze, e molte altre ancora. Trattasi, all’evidenza, di attività che se svolte da molteplici persone nel loro insieme, consentono non solo la celerità dei processi e l’abbattimento dell’arretrato – questioni che, come noto, attanagliano ormai da tempo la Giustizia italianama che consentono anche il fisiologico svolgimento di funzioni che, stante la scarsità del personale di ruolo in servizio, non sarebbero possibili”.
“Pertanto – continuano – alla luce di tutto quanto sopra esposto, considerato che questo nostro enorme lavoro sta permettendo all’Italia di non incorrere in procedure di infrazione, appare frustrante, a noi lavoratori, figli del PNRR – professionisti qualificati, assunti all’esito di un concorso per titoli ed esami – lavorare in tali condizioni di precarietà ed incertezza stante la imminente scadenza del nostro contratto al 30 giugno 2026”.
Il Ministero della Giustizia ha da poco indetto un bando per l’assunzione di ben 2.700 unità “con il chiaro intento di non riconoscere al personale attualmente in servizio il ricco bagaglio di competenze e professionalità maturato in costanza del rapporto di lavoro a partire dal febbraio 2022. In conclusione, riteniamo di essere diventati ormai un ingranaggio fondamentale per il corretto funzionamento della complessa macchina giudiziaria che, tra molte difficoltà, ha raggiunto la giusta velocità per percorrere la strada verso lo smaltimento dell’arretrato e la durata ragionevole dei tempi del processo, proprio come richiesto dall’Unione Europea. I dati parlano chiaro: i report mostrano tendenze significativamente positive sia nel settore penale che in quello civile”.







