PISTOIA – Lunedì 6 ottobre alle 17 nell’auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio, verrà presentato i libro “Si salvi chi può” (Edizioni Le lettere), il primo libro inchiesta con un focus inedito sulla Toscana che mette sotto la lente la crisi della sanità italiana e di una regione considerata a lungo un modello e oggi attraversata da contraddizioni profonde.

Lo hanno firmato firmano Renzo Berti, medico e dirigente sanitario e i giornalisti Luigi Caroppo, Ilaria Ulivelli e Stefano Vetusti con l’introduzione di Sergio Givone e la prefazione di Giuseppe Remuzzi. Il volume è un viaggio dentro le falle di un sistema che rischia di implodere: dalla fuga dei professionisti alla rete dei medici di famiglia ormai sfilacciata, dall’esplosione delle patologie psicologiche- senza servizi in grado di intercettarle- al ricorso crescente al privato. Perché senza sanità pubblica, la salute torna ad essere un privilegio per pochi.
“Si salvi chi può” mette il paese davanti a un bivio: rassegnarsi al declino o pretendere una rinascita della sanità per tutti.
Quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno. Un numero emblematico della progressiva crisi dell’accesso alle cure, segnata dalla carenza di investimenti, di personale e di prevenzione.
Pronto soccorso al collasso, liste d’attesa interminabili, medici e infermieri allo stremo. Ma dietro i numeri ci sono volti e storie: anziani lasciati soli, famiglie costrette a indebitarsi, pazienti che smettono di sperare.
La mancanza del servizio pubblico sanitario di gestire i bisogni delle presone, in un Paese che tende sempre di più ad invecchiare, porta ad un progressivo scivolamento verso il settore privato. Questo rende la salute non più come un diritto di tutti ma come un servizio a pagamento. E se salta l’accesso alla sanità può saltare la coesione sociale.







