MONTALE – Nella seduta del Consiglio comunale del 24 settembre, dopo la presentazione della nostra interpellanza relativa al ripristino del flusso d’acqua della scultura “Il Sacrificio, una morte per una vita” di Jorio Vivarelli (1922-2008) situata presso il Parco Pubblico di Fognano, abbiamo espresso totale insoddisfazione per le risposte forniteci dall’assessore Guazzini.

Il pretesto legato allo spreco d’acqua potabile – per quanto possa apparire condivisibile, non tiene conto di ulteriori alternative – e il costante richiamo alla necessità di ingenti risorse economiche, ci sono apparse come argomentazioni volte a giustificare l’inerzia amministrativa. Dichiarazioni che denotano la volontà di non assumersi alcuna responsabilità.
Lo sono ancor di più se consideriamo le numerose soluzioni che vengono adottate e che consentono il regolare funzionamento di tutte le altre fontane d’Italia e d’Europa.
Il modus operandi perseguito dalla giunta Betti lascia emergere ancora una volta una carenza d’attenzione e di approfondimento su una vicenda che non riguarda soltanto la gestione di un impianto idrico, bensì investe un bene identitario di primaria rilevanza per la comunità di Fognano.
Ci è stato precisato che, allo stato attuale, non sono previste operazioni di riattivazione e che soltanto in un futuro – dal nostro punto di vista indeterminato – verrà valutata, insieme alla Fondazione Vivarelli, una possibile risoluzione.
Ribadiamo che un’amministrazione, indipendentemente dal colore politico, ha il dovere istituzionale di programmare, pianificare e offrire risposte – anche graduali – piuttosto che dichiarare una rinuncia preventiva.
È bene ricordare che proprio Jorio, nel 1979, progettò questa scultura per la sua città natale. Lui stesso la definì “una scultura-altare che porta, in una lama d’acciaio, un atto di violenza. La lama spezza un frutto di questa terra. Tutto sembrerebbe concluso nell’immobilità della morte. Ma poco lontano uno splendente seme di quel frutto si fa largo tra la materia. Lo lambisce una fontana che nutre questa promessa di nuova vita. Gli ulivi attorno rappresentano la drammaticità della vita così come il fatto artistico rafforza il senso di appartenenza ai propri luoghi”.
Il monumento, dunque, non è un semplice elemento di arredo urbano, ma un’opera d’arte di cui l’acqua è parte integrante. Negarne il ripristino equivale a privarla della sua stessa completezza, della sua stessa essenza.
Parimenti il Parco di Fognano è uno spazio di aggregazione sociale importante: trascurare questo aspetto significa non valorizzare un luogo che i cittadini frequentano e vivono ogni giorno, essendo vicino alla scuola primaria Atto Vannucci, alla casa natale e al monumento funebre di Vivarelli stesso, così come all’affresco San Francesco e il miracolo della fonte di Ardengo Soffici (1879-1964), poco distante, a sua volta, dalla Chiesa di San Martino.
L’area, com’è noto, è sede dei principali eventi e di tutte manifestazioni ricreative, religiose e istituzionali all’aperto e, proprio in ragione di ciò, è spesso oggetto di interventi di manutenzione da parte dei volontari della Pro Loco Fognano, ai quali va il nostro più sincero ringraziamento, dal momento che, con mille sforzi, si impegnano a rendere il parco fruibile e consono alle esigenze dei frequentatori, oltreché dei turisti.
Rammarica constatare che la giunta abbia scelto di non adottare con urgenza alcuna misura volta a restituire dignità allo spazio monumentale. Tale decisione conferma una scarsa sensibilità culturale e una lampante noncuranza verso le istanze dei residenti che si sono rivolti al nostro gruppo consiliare in cerca di riscontri.
Tuttavia non intendiamo fermarci di fronte a questo atteggiamento di chiusura: continueremo a sollecitare azioni concrete, attraverso la proposta di percorsi condivisi con associazioni e cittadini, in quanto riteniamo che la cura del patrimonio comune non sia un’opzione accessoria, ma un inderogabile dovere istituzionale.
Michael Paperetti, consigliere comunale di “Noi per Montale”









