PISTOIA – Respinta la richiesta di un Consiglio comunale aperto sul genocidio in corso a Gaza: è quanto evidenziano in un comunicato stampa congiunto i Gruppi consiliari Partito democratico, Pistoia Ecologista Progressista e Civici Riformisti.
“Riteniamo che ormai da troppo tempo quanto accade ogni giorno in Palestina — nella Striscia di Gaza e, in modo sempre più opprimente, nei territori occupati della Cisgiordania — sia non solo inaccettabile, ma perfino indicibile: un dramma che supera ogni capacità linguistica, nel quale la disumanizzazione sistematica di un popolo si manifesta sotto i nostri occhi attraverso immagini, testimonianze e silenzi” continuano i gruppi consiliari.

Che sottolineano: “Proprio per questo, il silenzio di chi, anche a livello istituzionale, sceglie di ignorare quella sofferenza diventa esso stesso parte del torto. In mondovisione, il popolo palestinese è sottoposto a crimini di guerra, all’uso della fame come arma, al continuo esodo forzato, all’occupazione illegale delle terre, alla distruzione di case, scuole, ospedali e infrastrutture essenziali. È di fronte a questa realtà che la Corte internazionale di giustizia e la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite hanno riconosciuto l’esistenza di un rischio imminente e di un intento genocida da parte delle autorità israeliane”.
I gruppi consigliari spiegano che anche a Pistoia la mobilitazione è cresciuta nei mesi: la fiaccolata del 1° giugno in piazza del Duomo, il presidio in bianco del 20 giugno promosso dagli insegnanti, il sit-in del 27 luglio in piazza Gavinana in contemporanea con molte altre città italiane, la marcia del 31 agosto di supporto alla spedizione della Global Sumud Flotilla.
Diverse parrocchie hanno aderito all’appello nazionale a «suonare le campane per Gaza».
Fino alla partecipatissima manifestazione sul Globo in occasione dello sciopero generale del 22 settembre, che ha dato voce a un movimento diffuso e trasversale di solidarietà con il popolo palestinese. Che, di nuovo, ha attraversato la città anche domenica scorsa, arrivando in piazza della Sala e poi alla Fortezza.
Per questo le minoranze consiliari hanno protocollato una richiesta formale — ai sensi dell’art. 29 del Regolamento — di convocare un Consiglio comunale aperto dedicato a Gaza e al popolo palestinese.
“La proposta era chiara: una seduta pubblica, con la possibilità di far intervenire realtà civiche, scuole, associazioni e organizzazioni umanitarie, a partire dal coordinamento delle scuole pistoiesi per la Palestina fino a Emergency, che ha operato a Gaza grazie anche all’impegno di una nostra concittadina, Eleonora Bruni” continua il comunicato.
“Attraverso quella richiesta volevamo restituire al Consiglio il suo ruolo più alto: luogo pubblico e collegiale per ascoltare, discutere e portare la voce della città. Invece, la maggioranza ha scelto un’altra strada: la seduta non è stata convocata, la discussione è stata rinviata fino al 24 settembre in conferenza dei capigruppo e, infine, la richiesta di Consiglio aperto è stata respinta” continuano i gruppi.
I gruppi consiliari infine concludono: “Al posto di un confronto vero e partecipato, si è deciso di relegare il tema a due semplici comunicazioni in aula, senza un dibattito adeguato e senza partecipazione. Ma il Comune può e deve fare la sua parte. E per questo è ancora più grave che il Consiglio abbia respinto, con l’astensione ipocrita dei gruppi di maggioranza, la proposta che abbiamo presentato lunedì, collegata al bilancio consolidato, di interrompere rapporti e partnership con Israele, boicottando nelle società partecipate la vendita di prodotti israeliani (come è il caso dei farmaci generici e da banco Teva nelle farmacie comunali). Condanniamo questa chiusura totale e sistematica di fronte a ogni tentativo di far assumere all’istituzione cittadina una posizione chiara di condanna del genocidio in corso e di solidarietà al popolo palestinese”.







