di Andrea Mori
PRATO – La Camera di Commercio Pistoia-Prato ha ospitato il convegno Threads of Innovation (Fili dell’Innovazione) organizzato dall’azienda Lyria per fare il punto sulle proprie iniziative in favore di un tessile responsabile, inclusivo e innovativo. Un convegno che ha riunito importanti interlocutori.
Lyria, il cui nome deriva da una rara conchiglia simbolo di libertà, è un’impresa del distretto di Prato specializzata nella produzione di tessuti per arredamento e abbigliamento, con esportazioni in tutto il mondo. Fondata da Bruni, textile designer, l’azienda collabora con le principali case di moda in Europa, Stati Uniti e Asia.

All’incontro hanno portato il loro contributo Elena Calabria, per la Camera di Commercio Pistoia-Prato; Alberto Vignoli, vicesindaco di Montemurlo; Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord; Paolo Bastianello, consigliere delegato per la formazione di Confindustria Moda; Riccardo Bruni, fondatore e presidente del CdA di Lyria; Cristina Catani, Chief Financial Officer e membro del CdA di Lyria; Mohammed Almubarak, responsabile per gli Affari Culturali dell’Ambasciata Saudita in Italia; Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto; Nicola Colella, architetto dello Studio Luca Dini.
Giorgio Silli, sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è intervenuto con un video messaggio.
Ha moderato l’incontro Luigi Caroppo, responsabile della redazione di Prato de La Nazione.
Il convegno ha dato il via ad un workshop di una settimana, che vede impegnati dieci studenti di architettura e interior design del Politecnico di Milano e dieci della Prince Sultan University di Riyadh. I partecipanti lavoreranno alla realizzazione di oggetti d’arredamento utilizzando i leftover (gli scarti, ndr.) tessili di Lyria, a sottolineare l’attenzione dell’azienda per la sostenibilità. Rispetto all’Academy, Riccardo Bruni ha specificato come questa sia “per l’azienda un motivo di particolare orgoglio”, sottolineando che i giovani non rappresentano solo il futuro, ma anche il presente del tessile, capaci di innescare cambiamenti essenziali. “Dall’incontro fra la freschezza mentale degli studenti e lo spirito creativo della nostra azienda nascono idee e stimoli di straordinario interesse per entrambe le parti,” ha spiegato il fondatore.

“L’evento di oggi rappresenta un momento di riflessione a tutto tondo su vari aspetti del nostro impegno aziendale – aggiunge Cristina Catani –. Aspetti che sono numerosi e importanti e che hanno l’ambizione di diventare strumenti di internazionalizzazione. Perché per noi internazionalizzazione è in primo luogo questo: cultura, formazione, relazioni che possono crescere nella reciproca utilità”.
Il fondatore, Bruni, ha poi ripercorso parte della sua storia professionale, cresciuto tra telai meccanici e profumo d’olio (non puzzo, ha specificato sorridendo) grazie ai genitori tessitori. Ha ricordato la lunga collaborazione con il designer Nino Cerruti, il maestro di Giorgio Armani, che ha segnato la nascita dell’azienda. Il rapporto tra i due era profondo, tanto che Cerruti gli diceva che non doveva preoccuparsi, che “c’era lui alle mie spalle e che dovevo fare quello in cui credevo; probabilmente io per lui ero come un figlio, perché per me è stato come un secondo padre”.
Dopo aver rilevato l’azienda nel 2016, Bruni ha anche acquisito l’archivio storico di Cerruti: “Volete lo smoking di Richard Gere in Pretty Woman? È da noi. Ho anche tutto l’archivio della stampa su quello che dicevano di lui. Era veramente un grande, un genio”.
Il filo del discorso è poi passato a Elena Calabria, della Camera di Commercio Pistoia-Prato, che ha offerto una riflessione sul ruolo delle istituzioni nella crescita del distretto: “Ci è stato chiesto di portare una riflessione su quello che è il ruolo delle istituzioni, in questo caso camerale, nella facilitazione della crescita del distretto, e per farlo vorrei usare un po’ una metafora del tessuto: il tessuto come legame, non solo come prodotto ma come un linguaggio universale”. Ha spiegato che il filo prezioso del tessuto cuce legami profondi, dando vita a collaborazioni con le varie componenti del territorio. Perciò, la volontà dell’istituzione, in questa metafora, è quella di “essere il telaio, quindi una struttura solida e affidabile perché queste connessioni possano prendere forma”. Calabria ha poi sottolineato, con orgoglio, come la maggior parte delle imprese del distretto siano eccellenze del Made in Italy, e non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per l’aspetto valoriale che mettono nella loro produzione, come il rispetto della legalità, dei valori umani e, più che mai, la sostenibilità ambientale.
Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, ha ribadito l’importanza del distretto tessile di Prato come modello di eccellenza, ricordando l’impegno del territorio nella gestione delle acque con Gida, nel consorzio Detox per l’uso responsabile delle sostanze chimiche, nel riciclo delle fibre e nella crescita delle certificazioni ambientali e sociali. Ha sottolineato come le aziende del distretto continuino a investire in innovazione tecnologica e stilistica, anche tramite bandi regionali.



