PISTOIA – “L’economia della provincia pistoiese è ferma da anni, con caratteristiche di ‘cinesizzazione’: forte esposizione alla concorrenza internazionale, bassi salari e competitività basata sul taglio dei costi e non sull’innovazione. Per invertire la rotta servono politiche attive del lavoro più efficienti, infrastrutture materiali e immateriali e una strategia di sviluppo che non si limiti all’ordinaria amministrazione”.

A dirlo è stato Filippo Buccarelli, docente di Sociologia della formazione all’Università di Firenze e presidente dell’istituto di ricerca PoieinLab Impresa Sociale Srl, nella nuova puntata di “Battaglia Elettorale”, il podcast dell’agenzia Galli Torrini sulle elezioni regionali toscane del 12 e 13 ottobre, condotto dal direttore editoriale Paolo Ceccarelli e disponibile su Spotify.
“C’è un problema di fondo – ha spiegato Buccarelli – ed è la staticità del manifatturiero, un settore che resta decisivo ma che va sostenuto con investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0, formazione, politiche attive. È qui che si gioca la vera possibilità di recuperare competitività e attrattività”.
“A livello territoriale – ha continuato il sociologo – a soffrire sono soprattutto le aree interne della provincia: qui si concentrano le maggiori criticità, dal lavoro ai servizi, e per questo vanno messe al centro di una strategia di rilancio complessiva”.
L’appello finale è alla politica, regionale e locale: “Occorre il coraggio di tornare a rischiare – ha detto Buccarelli – e cioè di investire in un progetto di sviluppo sostenibile non solo economico ma anche sociale e culturale. Non bastano interventi spot, servono misure che stimolino il fare impresa, favoriscano processi di aggregazione e rafforzamento delle piccole realtà locali”.







