mercoledì, Settembre 9, 2026

Nuove scoperte preistoriche sotto il Ponte sospeso, a Mammiano

SAN MARCELLO – Dall’1 al 12 settembre scorsi si è svolta la prima campagna di indagini archeologiche nell’area sottostante il Ponte Sospeso, in località Mammiano (San Marcello Piteglio), promossa dall’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, concessionario per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara, e dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze.

Gli scavi sotto il Ponte sospeso

Le ricerche, dirette dal professor Luca Bachechi, hanno coinvolto laureati, laureandi e specialisti in archeologia preistorica, paleoantropologia e diagnostica e materiali per la conservazione e il restauro delle Università di Firenze e Pisa. Il supporto logistico è stato assicurato dai membri dell’Associazione culturale Valle Lune di San Marcello Pistoiese.

L’indagine, nata con l’obiettivo di verificare la presenza di un antico paleosuolo segnalato in precedenti ricognizioni e di accertare l’effettiva consistenza del deposito antropico del sito, ha confermato l’eccezionale importanza dell’area, restituendo materiali databili a circa 10.000 anni fa. Dice il prof. Bachechi, direttore degli scavi: “Quanto emerso dall’intervento preliminare di settembre ‘25 ci consente di affermare che l’area individuata al Ponte Sospeso è stata effettivamente frequentata dall’uomo durante le ultime fasi del Pleistocene e tale scoperta, che costituisce un importante indizio della presenza del primo insediamento all’aperto del Paleolitico superiore in giacitura primaria nella Toscana centro-settentrionale, suggerisce di proseguire le ricerche con una nuova campagna di scavi nel 2026 che vedrà l’ampliamento dell’area indagata e la prosecuzione dell’esplorazione in profondità del deposito. Il sito del Ponte Sospeso potrebbe essere il primo a fornire elementi utili a ricostruire quali potessero essere le strategie insediative e le dinamiche di mobilità che ebbero luogo nell’area montana della Toscana centrale durante l’ultima parte del Pleistocene e a rivelare i motivi che spinsero le antiche comunità umane a frequentare quel comprensorio. Le ricerche contribuiranno certamente a concorrere all’ampliamento della nostra conoscenza riguardo la storia più antica di quella parte del territorio pistoiese che oggi costituisce un’area di rilevante valore, anche dal punto di vista naturalistico ed è meta di un turismo interessato sia alla riscoperta delle risorse naturali e paesaggistiche come a quella delle ricchezze storico-archeologiche”.

Gli scavi sotto il Ponte sospeso

La presidente dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, Alice Sobrero, condivide la soddisfazione per i risultati ottenuti: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento al professor Bachechi, ai giovani archeologi e all’Università di Firenze per l’impegno e la passione con cui hanno condotto questo lavoro. È motivo di orgoglio per l’Ecomuseo collaborare a un progetto che porta nuova luce sulla storia più antica della nostra montagna. Voglio anche sottolineare la vicinanza e la disponibilità delle associazioni di volontariato, delle realtà locali e delle comunità di cittadini che hanno sostenuto e incoraggiato gli archeologi con grande spirito di collaborazione. È grazie a queste sinergie che la ricerca e la cultura possono continuare a crescere e a radicarsi nel territorio”.

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