mercoledì, Settembre 9, 2026

Autista morto, la testimonianza della figlia Federica e il cordoglio unanime

PISTOIA – La morte di Raffaele Marianella, l’autista dell’autobus dei tifosi del Pistoia Basket, ucciso da un mattone che lo ha colpito alla testa, ha scosso profondamente il mondo del basket e la città intera. Marianella viveva a Firenze e da pochi mesi lavorava per l’azienda dell’Osmannoro.
Toccante la testimonianza della figlia: “Ti terrò sempre nel mio cuore”, ha scritto su Instagram Federica Marianella, la figlia di Raffaele.

Il pullman dei tifosi (foto Ansa)

Oggi il consiglio comunale si è aperto con un minuto di silenzio in memoria di Raffaele Marianella. Dopo i numerosi interventi dei consiglieri, a nome dell’intera assemblea il sindaco Alessandro Tomasi ha nuovamente espresso parole di condanna per il tragico episodio, rinnovato il cordoglio per quanto accaduto ed espresso la vicinanza della città alla famiglia della vittima e alla tifoseria del Pistoia Basket, auspicando che venga presto fatta piena luce sulla vicenda.


Giorgia Meloni, Presidente del consiglio

Tantissime le reazioni alla drammatica notizia, a partire dalla premier Giorgia Meloni.
“Una notizia terribile che lascia senza parole. L’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket, costato la vita a un autista colpito da un mattone, è un atto di violenza inaccettabile e folle – ha scritto sui social – Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia della vittima e la mia vicinanza a chi ha assistito a questa tragedia – aggiunge -. Confido che i responsabili di questo gesto vigliacco e criminale vengano individuati e assicurati rapidamente alla giustizia”.

Marco Furfaro (parlamentare Pd)
«Lascia senza parole la tragedia avvenuta a Rieti. Senza parole – scrive Marco Furfaro parlamentare del Pd -. Un uomo, l’autista di un pullman dei tifosi del Pistoia Basket, ha perso la vita dopo essere stato colpito da un mattone durante un assalto. Ai suoi familiari, ai suoi cari e alla comunità sportiva va tutta la mia vicinanza e solidarietà. È un gesto atroce, che lascia senza parole, inaccettabile. Nulla che abbia a che fare con lo sport e con la civiltà. Un lavoratore, una persona, ha perso la vita per una partita e per la malvagità e la barbarie di criminali. Confido nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, che sapranno individuare e consegnare alla giustizia i responsabili di un atto tanto atroce e criminale quanto profondamente vigliacco. Davanti a simili episodi, la condanna deve essere senza assoluta, totale: questa è pura barbarie».

La Sebastiani Rieti

La società ternana scrive in una nota che “quanto accaduto ci lascia sgomenti”. Considera la vicenda “un fatto che nulla ha a che vedere con lo sport” “ed esprime il più sincero cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia dell’autista tragicamente scomparso”. Si tratta di un un fatto gravissimo sul quale gli inquirenti, dei quali abbiamo piena fiducia, faranno luce”.

Alessandro Tomasi

Il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi: “un atto criminale che ci lascia increduli”
“Un atto criminale – scrive il Sindaco – che ci lascia increduli, l’assalto a colpi di sassi contro il pullman dei tifosi del Pistoia Basket nel dopo partita con il Rieti. Ci stringiamo intorno ai familiari dell’autista che è stato ucciso. Il nostro pensiero è per loro. Siamo in contatto con i pistoiesi che erano sul pullman e con le autorità che stanno svolgendo le indagini”.

Daniele Sinibaldi

Il sindaco di Rieti commenta così: “L’intera comunità reatina condanna con sdegno”
“Un atto criminale scioccante. Ci auguriamo che venga immediatamente accertata la dinamica dei fatti e venga fatta piena giustizia. L’intera comunità reatina condanna con sdegno questo atto spregevole che nulla ha a che fare con Rieti e con lo sport. Esprimiamo vicinanza ai familiari del defunto, alla società e alla città di Pistoia”. Commenta così il sindaco Daniele Sinibaldi.

Eugenio Giani

Il Presidente della Regione Toscana: “Esprimo profondo cordoglio – scrive Eugenio Giani – della Regione Toscana per la tragedia avvenuta nei pressi di Terni, dove il pullman dei tifosi del Pistoia Basket, di ritorno da Rieti, è stato colpito da sassi, causando la morte del secondo autista.
Un gesto gravissimo e inaccettabile che colpisce tutta la nostra comunità sportiva.
Siamo vicino ai familiari della vittima, ai tifosi e alla società. Auspichiamo che le forze dell’ordine facciano piena luce su quanto accaduto”.

Fausto Tardelli

Il Vescovo di Pistoia e Pescia: “Un gesto di violenza diretta con l’intento di provocare sofferenza e dolore non dovrebbe mai più trovare spazio, e diventa ancora più incomprensibile se legato a un momento di gioia come dovrebbe essere lo sport. Esprimo la mia vicinanza, il mio dolore e la mia preghiera per la famiglia di Raffaele Marianella per quanto avvenuto nelle scorse ore nei pressi di Rieti. La crudeltà dei gesti che portano alla perdita di una vita non dovrebbe più trovare spazio. La comunità diocesana tutta si unisce nel cordoglio e nella preghiera”.


L’associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro
“Morire per azioni criminali che con il pretesto dello assaltano un autobus di sportivi a seguito di una squadra di basket non è concepibile. Non possiamo accettare, al giorno d’oggi, che ci siano criminali che possano causare tragedie di questo tipo. Non possiamo pensare e accettare il fatto che poteva essere causata una strage ancora più grave se colpiva il conducente. Morire mentre si lavora non è mai accettabile. Lo sport riteniamo sia altra cosa: aggregazione, sana competizione, cultura, ma mai scontro ne verbale e tanto meno fisico. Bisogna fare lo sforzo collettivo per riportare lo sport al sano concetto che si gioca non si compete, si gioca “Con e non contro” perché se non ci fosse l’altro con chi giochi? Questa associazione esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti loro cari”.

Rifondazione comunista
Prima di tutto, permetteteci di esprimere il nostro cordoglio alla famiglia dell’autista Raffaele Marianella ucciso ieri notte in un assurdo quanto vile agguato. Ma anche di esprimere la nostra solidarietà a chi era su quel pullman e ha dovuto subire un atto che segnala molto di più di una banale demenzialità; l’altro autista, i giornalisti presenti ed i tifosi del Estra Pistoia Basket 2000. Quanto avvenuto ci lascia un profondo sconcerto e senso di ingiustizia prima ancora che di insicurezza. Questo gravissimo episodio segnala una situazione allarmante di cui certamente lo Stato deve farsi carico (altro che una banale quanto velocissima occupazione di uno scalo aeroportuale da parte di centinaia di operai licenziati da 4 anni) ma anche di quanto gli organi federali sportivi di tutte le federazioni più importanti non possono più sottostimare o ignorare, segno ormai evidente di connivenza. Non si può alzarsi la domenica mattina per guidare un autobus e rimanere uccisi da una pietrata. E’ un morto sul lavoro? Si, lo è. E’ uno degli oltre mille morti sul lavoro che questo Paese lascia sull’altare di una gestione delle modalità di lavoro senza veri controlli, dai cantieri alle officine, alle strade. Ma è anche di più: è segnale di come ormai l’imbarbarimento sociale (c’è già chi chiede il ripristino della pena di morte) è fuori controllo e di come nessuno al Governo e in fondo, neanche di chi sta all’opposizione, ha la minima idea di come contrastarlo con azioni sociali, culturali e politiche di recupero alla convivenza. Le leggi sulla finta sicurezza della Meloni non stanno sortendo nessun effetto. La via da seguire è un’altra, quella di un grande investimento culturale e sociale per abbassare il divario sociale ed emarginare veramente le devianze. E’ logico che la prima reazione sia di rabbia e di reazione, ma non possiamo arrenderci allo scivolamento verso un clima di paura e di logica “armata”. Le forze dell’ordine facciano il loro lavoro (e ci sono già 5 fermati) ma anche la famosa, tanto declamata “società civile”, si interroghi sulla china gravissima che sta prendendo quella che era la convivenza civile. Ne abbiamo tutti bisogno.

Coni

“Tutto il Coni Toscana si stringe intorno alla famiglia di Raffaele Marianella, deceduto nella sera di ieri dopo un assalto subito da un pullman di tifosi di Pistoia che stavano rientrando da Rieti, dove si era disputata una gara del campionato di A2 di basket. Come Coni Toscana esprimiamo massima vicinanza anche alla tifoseria del Pistoia basket, colpita anch’essa da tale tragedia, e profondamente spaventata dopo quanto avvenuto ieri”. Lo dichiara il presidente del Coni Toscana, Simone Cardullo. “Il mio passato da presidente del Comitato regionale toscano della Federazione pallacanestro fa si inoltre che io stesso sia particolarmente scosso da quanto avvenuto, e come uomo di sport mi auguro che non solo i colpevoli di quanto accaduto siano assicurati presto alla giustizia, ma che si costruisca un percorso virtuoso che consenta di far si che non solo i luoghi dove si pratica sport, a livello agonistico, e non solo, ma tutto ciò che li circonda, siano posti sicuri, dove tifare soltanto la propria squadra ed i propri beniamini” ha concluso Cardullo che ha anche espresso l’auspicio che l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive vieti alla tifoseria della Sebastiani Rieti di andare in trasferta da qui al termine della stagione.

Francesca Bardelli

L’Unione Nazionale Veterani dello Sport, associazione riconosciuta ufficialmente dal CONI per tenere vivi lo spirito e la passione per lo Sport, ma anche per diffondere un messaggio di sport etico fra le nuove generazioni, non può rimanere in silenzio ed esprimere orrore, sdegno profondo e indignazione per i fatti di Rieti.
Annichiliti dal profondo dolore per la morte di Raffaele, condanniamo con fermezza e senza alcuna attenuante gli autori di questo crimine vile e disumano, perpetrato da chi, travisando completamente il significato dello sport, ha trasformato la passione in odio, l’entusiasmo in follia distruttiva, il tifo in omicidio. Un simile episodio di violenza cieca e brutale, che nulla ha a che vedere con lo sport, con i suoi ideali e con la sua cultura, deve scuotere le coscienze e riportarle al rispetto della vita e all’umanità.
Ogni giorno insegniamo ai giovani che sport è palestra di vita e non un campo di battaglia. Quando la violenza si insinua negli spalti e nelle strade lo sport muore. La memoria di una persona innocente deve diventare un monito per tutti. Chiediamo con forza che la giustizia faccia il suo corso con rigore e tempestività, perché chi uccide non può trovare giustificazioni né attenuanti.
Il Presidente, il Consiglio nazionale e la sezione di Pistoia si stringono con commozione e solidarietà alla famiglia di Raffaele, alla società Pistoia Basket, ai giocatori, agli amici e a tutta la comunità sportiva pistoiese, sconvolta da una tragedia inaccettabile.

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