mercoledì, Settembre 9, 2026

Ecosostenibilità, Pistoia ultima fra i capoluoghi toscani

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – L’esame dell’insieme delle aree urbane – disponibile grazie al sistema di valutazione di Ecosistema urbano che analizza oltre 30mila dati raccolti attraverso questionari inviati da Legambiente ai 106 Comuni capoluogo e informazioni di altre fonti statistiche accreditate – disegna un ritratto di Paese delle città con tante difficoltà e se possibile ancora più deboli miglioramenti rispetto al recente passato.

La trentaduesima edizione del rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, fotografa l’insieme delle città capoluogo dal punto di vista delle performance ambientali e ci racconta un Paese fatto di realtà urbane sempre più affaticate dalle tante e solite criticità.

I parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei Comuni di Ecosistema urbano 2025 di Legambiente, basate su dati comunali relativi in modo prevalente all’anno 2024, sono quest’anno 19 (erano 20 nella passata edizione) e prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità.

I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale (non troppo utopica, visto che esiste almeno un capoluogo che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno degli indici considerati). Come sempre, nello studio gli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 106 capoluoghi esaminati nel report coprono sei componenti ambientali presenti in città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano

La Toscana non offre risultati particolarmente confortanti questa la classifica:

PosizioneCittàPunteggio
21Firenze63,75
27Pisa62,93
28Livorno62,60
30Siena62,37
41Prato58,52
44Lucca57,83
48Arezzo57,08
68Grosseto50,63
81Massa46,73
90Pistoia43,58

Il 100% resta lontanissimo e nessuna città riesce quest’anno a toccare nemmeno l’80% e la soglia dei 75 punti su 100 viene superata dalle prime due: Trento (prima con 79,78 %) e Mantova (seconda con 78,74%), nella passata edizione erano invece quattro le città al di sopra dei 75 punti su 100. 

I 70 punti su 100 sono invece raggiunti o superati da appena sei città (erano 14 nella passata edizione, 11 due anni fa, 8 tre anni or sono), come fu nell’edizione 2021 del rapporto. Come nelle ultime edizioni le prime dieci sono principalmente capoluoghi del nord del Paese, principalmente centri di medie dimensioni (Trento, Bergamo, Bolzano, Reggio Emilia, Parma, Rimini e Forlì), qualche piccola (Mantova e Pordenone), e la “grande” Bologna, che si conferma anche quest’anno nella top ten perdendo però una posizione (era ottava e quest’anno è nona).

In fondo alla graduatoria invece troviamo tanti capoluoghi del meridione: nelle ultime dieci ci sono nove (erano 8 nella scorsa edizione) città del Sud Italia. Sono otto i capoluoghi che non arrivano a toccare nemmeno il 35% del punteggio (erano cinque lo scorsoanno) e in tre casi (Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone) restano lontani anche dai 25 punti su 100 (lo scorso anno una sola città non riuscì ad arrivarci).

È evidente già da questa veloce analisi l’appiattimento complessivo verso il basso delle performance ambientali e come le principali città del Paese fatichino sempre di più sia a rispondere alle emergenze urbane che a programmare interventi radicali tesi al raggiungimento di livelli accettabili di sostenibilità e contrasto alla crisi climatica in ambito urbano.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia