di Giacomo Martini
PORRETTA – Mentre la Porrettana, Statale 64, sta precipitando in condizioni sempre più gravi, il confronto tra PD- Governo regionale e l’opposizione si fa sempre più acceso, protagonisti il capogruppo FdI, Marta Evangelisti e l’assessore Priolo; il tema sono i lavori urgentissimi di cui la Statale ha bisogno, viste le continue frane con particolare riferimento a quella tra Marzabotto e Sasso Marconi, senza dimenticare le altre che incontriamo a Porretta Terme, località Cà Cardella, e le altre sul versante toscano.

Al centro il ruolo istituzionale e gestionale dell’ANAS. Il quesito è come organizzarci per i lavori? Marta Evangelisti appoggia la decisione del rinvio dei lavori dell’ANAS, lasciando però la possibilità dei passaggi per il traffico attraverso le solite precauzioni di percorrenza; il sindaco di Marzabotto, Valentina Cuppi contesta questa scelta dell’ANAS, assunta senza una preventiva e necessaria consultazione con il territorio.
La risposta di evangelisti, sottolinea l’urgenza della situazione che significa lasciare che la strada svolga le proprie funzioni di comunicazione con tutte le precauzioni del caso.
Pensiamo che si debba ricorrere al buon senso, cercando di iniziare i lavori senza chiudere la strada, elemento fondamentale per la vita della valle.
E’ tuttavia necessario ricordare come il “dramma” della Porrettana non sia nato ieri, ma è antico come il mondo e da tempo immemorabile, cittadini, amministratori, sindacati, forze economiche, studenti denunciano la situazione senza risultati. E i due maggiori responsabili sono la Regione Emilia-Romagna e la Regione Toscana; per quest’ultima sembra proprio che la SS 64 sia inesistente e ci riferiamo anche alle amministrazioni locali come Pistoia, Prato, la Citta Metropolitana di Bologna.
Si parla spesso, invece, e si litiga sulla ormai mitica bretella che dovrebbe unire l’A1 alla Porrettana, in località Carbona di Vergato, che certamente sarà risolutiva, ma forse tra 5-10 anni, sempre che si decidano a farla. Nell’attesa assisteremo impotenti e complici alla distruzione della valle.









