martedì, Settembre 8, 2026

Il Pd pratese chiede il congresso provinciale

di Andrea Mori

PRATO – Oggi si riunisce la segreteria provinciale del Partito democratico. Un confronto interno importante dopo il banco di prova delle elezioni regionali, che serve anzitutto al leader dei dem pratesi, Marco Biagioni, a chiedere alla segreteria il mandato con cui avanzare la richiesta di congresso al Pd regionale e nazionale.

Marco Biagioni

Guardando all’immagine più ampia, dopo avere parlato con diversi esponenti, quello che pare accomunare tutti in questa fase, è la volontà di lasciarsi alle spalle il caso Bugetti e prepararsi in tempo alla sfida delle amministrative. Una sfida che si preannuncia accesissima, se lo schieramento di centrosinistra (come soprattutto quello di centrodestra visto che deve rincorrere) proporrà alla città un candidato sindaco autorevole e – perché no? – carismatico. Biffoni docet. Oltre ovviamente a una squadra convincente.

Le sensibilità all’interno del Partito democratico comunque restano diverse: tra chi guarda ad una linea più riformista e chi invece si riconosce nell’area progressista. E proprio per capire con quale spirito il partito è arrivato all’appuntamento della segreteria provinciale, abbiamo raccolto le riflessioni di due esponenti di peso. 

Gabriele Alberti, ex presidente del consiglio comunale e figura di riferimento dell’area riformista, invita a leggere questo momento non come una crisi, ma come un passaggio necessario. “Discutere non significa spaccare – premette -. C’è bisogno di un congresso, come già annunciato dal segretario Biagioni. Dopo le regionali serve rimettere in moto la nostra base, che in questi anni ha avuto poco spazio di discussione – prosegue Alberti –. Dobbiamo serenamente confrontarci per costruire insieme il profilo di un partito che vuole tornare a governare la città: abbiamo ancora voglia di lottare per ritrovare il Pd che siamo nati per essere”. 

La spinta al cambiamento, secondo l’ex presidente del consiglio comunale, arriva anche dal voto regionale: “Il grande risultato di Matteo Biffoni ci conferma in maniera chiara cosa la città richiede da noi. Il messaggio di fiducia espresso verso l’ex sindaco di Prato va al di là del solo Pd, ma ne riconosce la natura di apertura, discussione e fiducia che le persone hanno riposto non solo verso un singolo, ma verso un’idea di città. Ora dobbiamo aprire le nostre porte – conclude Alberti –, convocare i nostri organismi dirigenti e portare al congresso la volontà di proseguire con il lavoro interrotto. Serve discontinuità, ma senza rotture”.

La capolista del Pd alle Regionali, con più di 5.000 preferenze conquistate, Marta Logli, vede nel voto un punto di svolta per il partito.

“La situazione attuale fa sì che il Pd superi la fase del commissariamento – spiega –. Le regionali per noi sono state un banco di prova: servivano a capire quale fosse davvero l’anima della città e della provincia. E quello che è emerso è che il Partito democratico rimane l’unica vera forza in città. Questo però non ci deve tranquillizzare eccessivamente: significa che Prato e la nostra provincia ci vogliono vivi, competenti e più che mai presenti. L’esito delle regionali ci conferma forza politica e dimostra che tutta l’esperienza e la competenza di Matteo Biffoni devono essere portate dentro le prossime sfide – aggiunge Logli –. Il risultato di Matteo, che in parte può essere letto anche come un risultato personale, deve essere a servizio del partito e della città”.

Ma c’è un altro elemento che, secondo la capolista alle Regionali, emerge chiaramente dal voto: “Candidature fortemente politiche come la mia, fanno capire che il nostro elettorato vuole chiarezza su certi temi. Il prossimo congresso, che deve arrivare presto visto che da gennaio o febbraio dovremo partire con la squadra per le amministrative, ha bisogno di essere fondato su un confronto riguardo a questi temi. 

Un congresso che, secondo la giovane dem, deve ripartire dai valori che hanno già definito la linea del partito: “Gli ultimi che si sono tenuti hanno confermato una linea politica chiara, indirizzata verso la giustizia sociale e climatica, i diritti, il benessere e la presenza della nostra classe dirigente sulle questioni che riguardano la vita quotidiana delle persone: lavoro, casa, salute. Da lì dobbiamo ripartire”. 

Due visioni diverse, ma con un punto d’incontro: la necessità di riaprire un vero dialogo interno e dare voce alle diverse anime del partito. La segreteria di oggi sarà un importante test per capire se – e quanto – il Partito democratico locale riuscirà a trasformare le differenze in un dibattito costruttivo e a ripartire, davvero, dalla città.

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