PISTOIA – “Il disco rotto e ripetitivo di Daniela Fumarola, dettato alle agenzie durante il Consiglio Generale Cisl di Bari, lascia davvero il tempo che trova. Io non ho disatteso alcuna regola interna o esterna, mentre è Fumarola a fuggire, da sempre, il confronto con me”.
Lo dichiara Francesco Lauria, ricercatore e formatore del Centro Studi Nazionale Cisl che Fumarola ha voluto licenziare, dopo vent’anni di servizio, nei giorni scorsi.
“Non è un caso – racconta Lauria che era presente in quella sede – che ieri né lei, né Alessandro Spaggiari, né Danilo Battista si siano recati all’audizione di garanzia, presso i probiviri confederali a Roma, per discutere il mio ricorso contro di loro. Bastava fare qualche passo fuori da Via Po, ma Fumarola è così stretta nel suo fortino, con pochi ‘servi’ fedeli, che – continua Lauria – non si arrischia nemmeno a raggiungere via Lancisi dove ha sede il collegio dei probiviri, notoriamente non un covo di sovversivi. Nelle sue memorie difensive – continua il saggista e ricercatore di Parma – Fumarola ha dimostrato di non conoscere né lo Statuto della Cisl, né le leggi in generale, né il diritto del lavoro. Come dimostra la sua storica sudditanza all’Ilva di Taranto, sua città natale, la segretaria generale della Cisl – conclude Lauria – ha tradito profondamente la sua organizzazione e tutti i lavoratori e le lavoratrici. Non da oggi, da sempre”.





