mercoledì, Settembre 9, 2026

Dopo gli scontri il PD pratese si interroga. E Giani richiama all’unità

di Andrea Mori

PRATO – La mattinata di Paperino è servita soprattutto a una cosa: capire dove sta il PD pratese dopo settimane di forti tensioni e in seguito all’annuncio delle dimissioni del segretario. E la risposta arrivata dagli interventi degli iscritti, e non solo, è stata piuttosto chiara. La maggioranza di chi ha preso la parola ha espresso sostegno a Marco Biagioni e alla linea scelta, con più di qualcuno che ha voluto sottolineare come quel “passo di lato” non fosse giusto che lo facesse.

L’intervento di Eugenio Giani

Un segnale politico interno arrivato davanti a una platea numerosa e alla presenza di esponenti di primo piano del partito, a partire dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Biagioni, nel corso del proprio intervento, ha spiegato di non aver compiuto quella scelta per mancanza di forza nel partito: pur avendo “la maggioranza in questo partito”, ha escluso l’ipotesi di andare avanti forzando la situazione, ritenendo prioritario far uscire il PD dallo stallo in cui si trova.

Poi ha ripercorso il contesto che lo ha portato a questa decisione, a partire dal commissariamento del Comune e dalle responsabilità che inevitabilmente ricadono sul PD. Su questo punto ha però voluto chiarire che il commissariamento “non è avvenuto a causa della linea politica che avevamo scelto”, ma per “un altro tipo di percorso”, rivendicando come la coalizione abbia comunque dimostrato solidità, anche alle elezioni regionali. Proprio le regionali, ha ricordato, hanno anzi fatto emergere che il PD mantiene radicamento e credibilità.

Uno scorcio dell’assemblea di stamani

Rispetto al congresso, Biagioni ha ricordato di averlo inizialmente indicato come lo strumento più efficace per garantire partecipazione e legittimazione, salvo poi prendere atto delle tempistiche indicate dal livello regionale e nazionale, che lo avrebbero collocato a ridosso delle elezioni comunali. Un’ipotesi che, a suo avviso, rischierebbe di chiudere il partito in una discussione tutta interna proprio mentre la città si avvicina al voto.

Da qui la proposta del percorso di “Ri-Generazione”, con la richiesta di rimettere in discussione il gruppo dirigente e di dare centralità agli iscritti. Assemblee nei circoli, incontri tematici e una grande assemblea finale degli iscritti a fine gennaio, chiamata a esercitare una funzione di indirizzo politico e a restituire protagonismo alla base. Questo, al momento, è il piano che verrà seguito.

Il tema delle dimissioni, inevitabilmente, è rimasto sullo sfondo di tutta la discussione. Biagioni ha insistito nel definirle non come una rinuncia, ma come un atto politico utile al percorso: togliere di mezzo la figura del segretario per evitare che il confronto venga letto come un giudizio personale e favorire invece un chiarimento complessivo. Una scelta motivata anche dalla consapevolezza del rischio più grande, quello di arrivare divisi alle comunali: “l’unica volta che la destra ha vinto a Prato è stato quando il PD si è spaccato”, ha ricordato.

Non a caso il segretario regionale dem Emiliano Fossi ha definito le amministrative di primavera come “la battaglia delle battaglie” per il PD toscano, per cui ogni passaggio interno deve essere valutato in funzione dell’obiettivo: la vittoria.

Biagioni con Fossi

Pur riconoscendo la fase difficile vissuta dal partito e dalla città, Fossi ha indicato nel percorso di rigenerazione lo strumento per consentire un confronto vero senza sovrapporsi alla campagna elettorale. Sulla scelta di Biagioni ha parlato di un gesto di responsabilità politica, capace di aprire una fase di discussione libera e di accompagnare il partito verso la definizione dell’assetto che lo guiderà alle comunali.

Ha concluso definendo quello di Biagioni come “un atto di grande responsabilità”, perché “toglie tutti i tappi e permette a questa comunità di discutere liberamente”.

A chiudere l’assemblea è stato il governatore della Toscana Eugenio Giani, che ha richiamato più volte il valore dell’unità come condizione per vincere. Il presidente ha ricordato i risultati delle regionali e il consenso ottenuto a Prato, sottolineando come le divisioni interne possano trasformarsi rapidamente in un vantaggio per il centrodestra. La discussione, ha ribadito, è parte dell’identità del PD, ma deve sempre portare a una sintesi, soprattutto in vista di una sfida elettorale considerata decisiva per la città e per la Toscana. “Non è un atto dovuto, ma uno di grande responsabilità, un atto di amore verso la propria comunità”.

Ora gli occhi sono tutti puntati su questo percorso alternativo, dal quale si capirà se le diverse anime del partito riusciranno davvero a ritrovare quella minima armonia per far funzionare gli ingranaggi. Intanto, dal confronto di stamattina, la sensazione è che la temperatura, arrivata a picchi incandescenti, si sia un po’ abbassata. Resta da capire se si tratti di una tregua momentanea o dell’inizio di una fase destinata a durare.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

sport prato

ultime dalla regione