PISTOIA – Vigili del fuoco di ieri e di oggi, atleti, amici e semplici conoscenti si sono riuniti nella chiesa della Vergine per dare l’ultimo saluto ad Athos Frosini, scomparso all’età di 94 anni proprio nell’ultimo giorno dell’anno. Una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità, ricordato non solo per il suo lungo servizio come vigile del fuoco, ma anche per il suo impegno nello sport come ginnasta agonista e allenatore di pallavolo.

Un uomo che ha fatto della dedizione agli altri una vera missione di vita, accumulando ricordi e gratitudine in ogni ambito in cui ha operato.
A celebrare la messa è stato don Diego Pancaldo, che nell’omelia ha ripercorso le tante testimonianze di coraggio e umanità lasciate da Frosini, sottolineando quanto il suo esempio continui a vivere nelle persone che ha aiutato e formato.
Tra gli episodi ricordati dal sacerdote, quelli che più hanno colpito i presenti sono le imprese compiute durante il servizio: quando si calò in un pozzo per salvare un uomo in difficoltà, o quando, affrontando da solo una tempesta di neve, raggiunse con gli sci una casa isolata e irraggiungibile dai mezzi di soccorso. Un gesto che permise di salvare una bambina, oggi donna, presente al funerale.
«È grazie a lui se oggi sono qui – ha raccontato con emozione Marzia Butelli, la bambina salvata – il suo coraggio mi ha permesso di vivere. Gli sarò sempre grata e lo porterò per sempre nel cuore».

Numerose anche le testimonianze degli ex vigili del fuoco che hanno condiviso con lui turni di servizio, soccorsi e interventi negli incendi. Per tutti, Athos Frosini è stato un punto di riferimento, un uomo capace di insegnare il mestiere e, soprattutto, i valori più autentici del Corpo.
«L’ho conosciuto da militare – ha ricordato Nicola Laschi – e posso descriverlo in poche parole: incarnava i valori dei pompieri, altruismo, generosità e bontà d’animo».
Anche chi lo ha avuto come capo squadra lo ricorda con grande stima e riconoscenza.

Presenti in chiesa anche i figli, i nipoti e i bisnipoti, visibilmente commossi dalle parole pronunciate all’altare da chi, uno dopo l’altro, ha voluto rivolgere un pensiero e un saluto a un uomo che ha trasformato il suo lavoro in una missione di coraggio, solidarietà e benevolenza.
A accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, il suono della sirena del mezzo dei vigili del fuoco: quel richiamo che Athos Frosini aveva conosciuto e seguito per tutta la vita, simbolo di un’esistenza spesa al servizio degli altri. (g.c.)







