FIRENZE – Il professor Ernesto Pellecchia, fino a poche settimane fa direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) della Toscana, è stato trasferito in Umbria per ricoprire analogo incarico. Una decisione inaspettata perché arrivata a due anni dalla pensione. Al suo posto è stato incaricato Luciano Tagliaferri, dirigente del Convitto nazionale “Vittorio Emanuele” di Arezzo.

Il dirigente scolastico aveva assunto l’incarico nel 2019, dopo essere rientrato dalla Liguria dove aveva svolto il ruolo di direttore generale per quasi due anni.
Prima delle Liguria una serie di importanti incarichi: direttore regionale presso l’Usr per l’Abruzzo per per 5 anni, con l’aggiunta dell’incarico di reggenza dell’Usr Molise. Un periodo complessivo di dirigenza generale della durata di quasi 14 anni, presso 4 Regioni, a cui si aggiunge un periodo di dirigenza amministrativa, di livello non generale, di quasi 14 anni, questi ultimi svolti interamente presso l’Usr Toscana.
“Assumo il mio nuovo incarico di direttore generale dell’USR Umbria – è stato il commento dell’alto dirigente – con la stessa energia e voglia di fare dei giorni migliori, mettendo a disposizione della scuola umbra la mia esperienza e le mie competenze; l’Umbria, la terra di San Francesco d’ Assisi, con auspicio che la vita e le opere del Poverello in Cristo siano per tutti noi esempio di amore e rispetto per il prossimo e per il creato”.
Un trasferimento accettato con amarezza e che il dirigente non comprende. E che forse è dettato da motivi estranei alla professionalità e alla storia del dirigente scolastico.
Nei giorni scorsi, il professor Pellecchia si è congedato con una lettera rivolta a tutti coloro che, in qualche modo, hanno incrociato la sua esperienza professionale.
“All’età di 65 anni, con una esperienza lavorativa di complessivi 28 anni di dirigenza, a meno di due anni dal termine del mio percorso lavorativo, mi vedo costretto a lasciare, con rammarico, la Regione un cui vivo da più di 35 anni e dove ho svolto la gran parte della mia attività lavorativa e raggiungere la nuova destinazione (la quinta Regione), che mi è stata assegnata. Sette anni è un periodo significativo per provare a fare un bilancio delle cose fatte, ma mi astengo dal farlo; lascio a voi valutare la bontà o meno delle azioni svolte e delle cose realizzare. Dal mio canto, posso dire che non mi sono mai tirato indietro di fronte agli impegni e alle responsabilità; anzi, chi mi conosce meglio sa che il lavoro me lo sono andato a cercare”.
Il dirigente ricorda come la porta del suo ufficio sia stata sempre aperta per chiunque ne avesse bisogno; chiunque abbia chiesto di lui per una qualsivoglia esigenza, è stato ricevuto e ascoltato e il più delle volte sono state trovate le giuste soluzione, sempre nel pieno rispetto delle regole.
“Un percorso di vita e professionale, il mio, specchiato – scrive Pellecchia – che mi consente di andare avanti a testa alta e schiena dritta, che mi ha consentito di procedere senza condizionamenti o, peggio ancora, ricatti, rifulgendo da qualsivoglia compromessi il più delle volte a danno dell’interesse pubblico e della collettività. Abbiamo sempre e con forza contrastato ogni forma di illegalità, di abuso, di sopraffazione e arroganza, intervenendo ogni volta che è stato necessario per affermare il giusto, il diritto e il rispetto delle regole. Abbiamo sempre fatto il nostro dovere a pieno. Metterò la mia persona, le mie competenze e le mie energie a disposizione per la scuola umbra; non mi tiro indietro e questo lo faccio non perché voglio continuare a gestire un ruolo o un potere, come qualcuno può legittimamente pensare, ma semplicemente per senso del servizio. Chi mi conosce sa che non ho mai ostentato ruolo, funzione e quant’altro. Non passerelle, non presenzialismo, non ricerca spasmodica di visibilità, ma lavoro e lavoro, impegnandosi a dare sempre il massimo di sé stessi e riconoscendo il merito e l’impegno delle tante persone con le quali mi sono rapportato in questi anni”.
Pellecchia ricorda come abbia considerato il ruolo che ha rivestito, come un costante stimolo a dare il massimo nel lavoro, unitamente con i suoi collaboratori, avvertendo la somma delle responsabilità connesse al ruolo come una sorte di imperativo categorico a fare il massimo nell’interesse pubblico.
“Non mi sono mai tirato indietro – confessa -, io e i miei collaboratori, soprattutto quando si è reso necessario contrastare irregolarità, sviamenti, abusi, nell’intendo di ripristinare la legalità e mettendo i responsabili di fronte alle proprie responsabilità. Lo abbiamo fatto consapevoli di mettere a rischio le nostre persone, la nostra stessa incolumità personale e quella dei miei collaboratori e dei dirigenti scolastici chiamati ad adottare gli atti necessari; abbiamo revocato la parità a scuole a fronte di gravi irregolarità di gestione, abbiamo svolto in modo esteso verifiche sulla veridicità delle autocertificazione, adottando i provvedimenti resisi necessari, come per esempio la risoluzione di centinaia di contratti di lavoro a tempo determinato ed indeterminato, abbiamo segnalato alle autorità preposte decine e decine di posizioni per l’accertamento di responsabilità erariale, penale, ci siamo occupati, adottando le decisioni del caso, di gravi situazioni di sviamento dalle proprie funzioni di istituto, con rilevante compromissione del regolare funzionamento delle strutture; a tal proposito, mi sia consentito di esprimere apprezzamento per la collaborazione dimostrata da tanti dirigenti scolastici che non si sono tirati indietro di fronte a tali situazioni, ma che al contrario, non hanno esitato a prestare la loro collaborazione, assumendosi le responsabilità del caso”.
In questi anni, ricorda, l’Usr Toscana si è posta l’obiettivo primario di assicurare l’effettività del diritto allo studio, innalzare il livello qualitativo della didattica, supportando e stimolando scuole della Regione con specifiche azioni e progetti, che hanno trovato grande risposta in termini di interesse ed adesione da parte delle scuole, impegnandosi ad affermare la centralità della persona in formazione.
“L’assegnazione ad altro incarico mi comporterà dei disagi anche livello personale, ma mi dolgo soprattutto per le proficue relazioni interpersonali, funzionali che si sono sviluppate in questi anni , sia all’interno dell’Usr Toscana che con riguardo al mondo della scuola toscana, in particolare con i tanti dirigenti scolastici, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare per il loro impegno e dedizione, relazioni destinate purtroppo ad interrompersi. Ringrazio tutti gli amministratori locali della Regione, i rappresentanti della Regione Toscana per la grande attenzione che da sempre dimostrano nei confronti della scuola e per la proficua collaborazione che si è sviluppata in questi anni e che mi auguro possa proseguire sempre con maggiore efficacia ed incisività. Ringrazio tutto il personale dell’Usr Toscana per la collaborazione e la disponibilità dimostrate; mi dispiace non aver potuto dedicare il giusto tempo per conoscerli meglio, ma non è mancato mai da parte mia rispetto e attenzione”.






50 segnalazioni inviate con PEC senza risposta, un Istituto superiore lasciato quasi tre anni senza un PTOF elaborato dal Collegio dei docenti e approvato dal Consiglio d’Istituto e funzionari incaricati dall’USR Toscana che dichiarano falso in atto pubblico non mi sembra corrisponda a quanto riportato nell’articolo.
Quante chiacchiere autocelebrative.
Peccato che la sostanza sia altra…