PISTOIA – PRATO – Il Coordinamento pistoiese e pratese “Scuole per la Palestina” condanna con forza gli eventi internazionali accaduti nelle ultime ore (dopo i recenti attacchi americani all’Iran e alla Nigeria e nel perdurare del massacro israeliano in Palestina) e manifesta la propria apprensione per le prospettive nell’immediato futuro.
Noi docenti di “Scuole per la Palestina” pertanto stigmatizziamo:

– l’attacco dell’esercito americano contro il Venezuela e l’arresto del presidente Maduro e della moglie, la deputata Cilia Flores; le minacce rivolte da Donald Trump alla Groenlandia, alla Colombia, al Messico, a Cuba;
– la continua violazione della legalità internazionale con l’applicazione arrogante della legge del più forte da parte degli Stati Uniti, e con l’esibizione crescente della forza bruta per saggiare il limite di accettabilità degli interventi;
– la pratica trumpiana di un potere brutale, feroce, arrogante, che non ha bisogno di alcuna giustificazione (e ormai più nemmeno dell’usurata favola dell’esportazione della democrazia) e che all’interno svuota le regole costituzionali per imporre al resto del mondo il pagamento della crisi strutturale dell’economia statunitense;
– il prevalere del linguaggio della violenza e del diritto del più forte, in una atroce riedizione del colonialismo predatorio nel quale i crimini inflitti ai popoli garantiscono e proteggono i privilegi dei potenti;
– la manipolazione – secondo i funesti principi dell’hasbarà – di un’opinione pubblica mondiale da condurre inesorabilmente alla stanchezza, all’assuefazione, all’alibi dell’impotenza e infine al vassallaggio;
– l’inerzia acquiescente – quando non la connivenza e la complicità – dell’Unione europea, quasi del tutto sprofondata in una condizione di servilismo opportunistico;
– la dolorosa, sostanziale inefficacia delle istituzioni internazionali.
Noi docenti di “Scuole per la Palestina” inoltre denunciamo e rifiutiamo:
– il tentativo di istituzionalizzare l’illegalità e di normalizzare l’orrore;
– la costante e crescente militarizzazione della società, mascherata da necessità ineludibile, e ogni trovata normativa e artificio comunicativo tendenti da un lato a reprimere qualsiasi dissenso, dall’altro a celare soprattutto ai giovani il rischio procurato di guerra;
“- l’idea disumana di un Nuovissimo Ordine Mondiale in CUI chi è più debole subisce e soccombe;
– il cinismo con cui Israele e gli Usa hanno fatto e fanno della Palestina (dove il fuoco non cessa e il genocidio continua) un banco di prova del massacro e dell’annientamento, un test dei limiti di tollerabilità dell’abominio, un laboratorio di manomissione della sovranità, un’area di collaudo dell’impunità dei carnefici.
Noi docenti di “Scuole per la Palestina” infine
– facciamo appello a tutte le forze democratiche e pacifiche della società affinché insieme a noi chiedano il rigetto delle logiche di guerra, di occupazione e di sopraffazione nonché il ripristino immediato del diritto internazionale;
– esprimiamo solidarietà al popolo venezuelano e a tutti i popoli minacciati;
– continuiamo ad alzare la nostra voce contro il genocidio a Gaza e le violenze in Cisgiordania, affinché la Palestina – segnacolo e cuore del nostro operare – non esca dal cono di luce dell’attenzione e dell’azione collettive.







