mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni, il centrodestra sta ancora sfogliando la margherita

di Andrea Mori

PRATO – La prima settimana piena dopo le feste si sta per concludere. Settimana che possiamo dire abbia ufficialmente dato il via alla lunga e intensa campagna elettorale che porterà i cittadini italiani e pratesi a votare due volte nel giro di pochi mesi.

Ora, se mentre nella galassia Pd si è alle prese con una “Ri-Generazione” interna, ancora – seppur qualche nome stia circolando – non viene affrontata in maniera decisa la questione del candidato a sindaco.

Dalle parti del centrodestra invece, dove pure si registrano dissidi interni, la ricerca per trovare il volto giusto è in attività ormai da qualche settimana.

Fratelli d’Italia, fanno sapere dal partito, sta avendo un “approccio molto laico” nella ricerca del candidato, e a provare questo sarebbe l’assemblea pubblica cittadina organizzata per questo sabato all’ Art Hotel, dove il partito locale della premier cercherà un confronto diretto con le altre realtà politiche e civiche di Prato.

Chiara La Porta

Oltre a questo c’è comunque, sullo sfondo, il nome della consigliera regionale Chiara La Porta, che si è detta più volte disponibile a correre come primo cittadino qualora il partito gli chiedesse una discesa in campo.

Il processo per individuare il candidato viene però anche portato avanti sulla base di quello che si pensa non abbia funzionato alle scorse comunali, dove il centrodestra ha incassato una netta sconfitta contro il centrosinistra. Quindi, seppur non si possa unicamente attribuire al candidato sindaco la sconfitta, cosa ne pensano i partiti della figura di Gianni Cenni?

Le posizioni sono piuttosto diverse. Dalle parti della Lega, per esempio, qualcuno la giudica come una persona non in grado di bucare lo schermo e poco incisiva su alcuni temi, riconoscendo invece all’avversario Bugetti molta abilità nelle sfide elettorali (carisma, capacità di trasmettere empatia).

Dalle parti di Forza Italia, invece, attraverso le parole del commissario Francesco Cappelli, arriva una visione molto diversa.

“Nel centrodestra a Prato siamo tutti dei sommelier, e quindi il candidato è troppo salato, troppo dolce: mettiamoci in testa che nessuno andrà mai bene a tutti gli elettori della nostra parte politica. Comunque, per rispondere sul merito – conclude Cappelli – erano la campagna elettorale e il programma ad essere deboli, non Gianni, quindi abbiamo colpa tutti”.

Tra i due partiti però, prosegue la visione condivisa che la strada migliore da percorrere sia quella di una figura politica, motivando la scelta anche col fatto che non esprimere un nome collegato ad un partito rischierebbe di passare come il segnale di “non avere classe dirigente all’altezza”.

Gli alleati adesso attendono le mosse di Fratelli d’Italia, da cui viene ripetuto non esserci “alcuna ambizione a fare il kingmaker, tuttavia è sentita la responsabilità del federatore, con la consapevolezza di essere davanti ad un momento politico irripetibile per questa città che sta vivendo il commissariamento. Non è un caso – continuano dal partito locale –, se sono arrivate meno dichiarazioni in merito al profilo del candidato sindaco, in quanto sappiamo bene di quanto pesi la nostra determinazione”.

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