di Andrea Mori
PRATO – Si è chiuso oggi al circolo di Grignano il percorso chiamato Ri-Generazione, che per tre settimane ha visto il Partito democratico pratese impegnato in 25 assemblee sul territorio. Un percorso che ha portato alla stesura del documento politico approvato oggi dall’assemblea degli iscritti, un testo che mette nero su bianco la strategia dei dem per il futuro della città.

L’assemblea ha anche simbolicamente rappresentato il passaggio di consegne: il segretario provinciale Marco Biagioni, che qualche settimana fa aveva annunciato le dimissioni, ha comunicato che nei prossimi giorni rimetterà il mandato.
Si chiude dunque la fase di “sospensione” iniziata lo scorso dicembre, quando la Direzione provinciale si era trasformata in uno scontro durissimo tra le diverse anime del partito. Quella riunione, protrattasi fino alle due di notte, aveva portato il segretario regionale Emiliano Fossi a congelare ogni decisione. Poi ecco l’ ‘escamotage’ Ri-Generazione (al posto del congresso), anche se a mettere a riposo gli animi caldi è stato il cosiddetto “passo di lato” di Biagioni.
Lo stesso Biagioni che ha voluto definire l’occasione di oggi come “il giorno zero del Pd pratese”. E poi, ha aggiunto: “Ci lasciamo alle spalle un periodo difficile e complicato; Io so che non sono stato all’altezza in molti casi, so di aver sbagliato. Penso però che chiunque assuma un ruolo possa anche permettersi di sbagliare. Quello che comunque non è scontato è avere una comunità che permetta di dare l’indirizzo”.

Venendo al sodo, il momento centrale della giornata è stata la presentazione del documento finale, integrato dai 3 emendamenti presentati durante l’assemblea. I contributi della base hanno toccato punti importanti della vita cittadina: dalla richiesta di un maggiore impegno sulla sicurezza urbana e il decoro delle frazioni, fino a specifiche integrazioni sul tema della casa e dello sport di prossimità. Dopo l’illustrazione degli emendamenti, l’assemblea ha votato sul testo definitivo, approvandolo. Passa così l’immagine di una ritrovata unità, almeno formale, sulla linea politica da tenere in vista delle elezioni comunali.
Biagioni nel corso del suo intervento ha voluto analizzare la situazione di Prato anche confrontandola col contesto globale. Sul piano internazionale, il Pd chiede un impegno forte per la pace in Palestina e Ucraina, criticando le spinte nazionaliste e l’atteggiamento di Donald Trump, considerato una minaccia per la tenuta di un’Europa che deve unirsi politicamente.
Uno dei pilastri resta il distretto tessile. “Non esiste sviluppo se non partiamo dalla lotta allo sfruttamento lavorativo” ha sottolineato il segretario. La proposta è quella di legare la competitività delle aziende a un bollino di legalità e di chiedere allo Stato più ispettori e tutele per chi denuncia il lavoro nero. Sul fronte dei servizi pubblici, il Pd prende una posizione netta sulla Multiutility, chiedendo che l’acqua resti pubblica sia nella gestione che nella proprietà, cercando alternative alla quotazione in borsa. Per quanto riguarda l’ambiente, l’obiettivo è lavorare su un’area vasta con Firenze e Pistoia per la messa in sicurezza del territorio.

Capitolo scuola: Biagioni ha difeso l’autonomia dei docenti e i valori dell’antifascismo: “Se gli insegnanti sono colpevoli perché fanno educazione civica partendo dall’antifascismo, allora siamo tutti colpevoli”. Sulla mobilità, il testo rilancia l’idea di una “metropolitana in superficie” e una pedonalizzazione graduale del centro storico.
Nel documento viene poi ribadita con forza la contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.
Con il voto di oggi, insomma, si chiude una fase e se ne apre ufficialmente una nuova: l’assemblea dei delegati dovrà ora eleggere chi guiderà il partito verso le prossime comunali. Che i nervi tornino ad essere tesi?



